Buio, ultima puntata della serie tv I bastardi di Pizzofalcone, ieri era in onda su Rai Uno. Un successo, una speranza e un impegno continuo.

Buio è il titolo dell’ultima puntata della serie tv I Bastardi di Pizzofalcone tratta dai romanzi di Maurizio De Giovanni.

Lunedì il nostro amato ispettore Lojacono (il cinese) ci ha salutati con la promessa e la speranza di un prosieguo. Una seconda stagione dove molti interrogativi devono ancora essere dipanati, un po’ come i drammi personali di ogni singolo personaggio.

Perché scegliere Buio come ultima puntata? In una Napoli accecata da luci, sia natalizie che naturali, sembrerebbe un ossimoro.

Invece l’intento è proprio quello di accostare le problematiche evidenti dovute alle indagini con i problemi di ogni singolo poliziotto, farciti da una città complessa che pulsa, batte costantemente il piede a terra.

Quella di De Giovanni e in particolare della serie tv, è una Napoli che si fa sentire. Una città che non ha paura di urlare ad alta voce della povertà fisica e morale, dell’abbrutimento umano ma anche della ricerca di salvezza e di redenzione. Della voglia d’amare e di accogliere a braccia aperte chi è infelice, della rabbia che, incontrollata, prende il sopravvento.

Il buio urla di segreti inconfessati, come quelli di un padre che vende la propria anima pur di pagare i debiti, di omicidi-suicidi che non hanno ancora trovato un colpevole e di un amore che ha desiderio di esplodere ma non può perché “viene prima la famiglia’’.

Un mezzo happy-ending quindi, colorato da bollicine e fuochi d’artificio ma che non ci rasserena completamente sul futuro.

 

COSA DOBBIAMO ASPETTARCI DAI BASTARDI DI PIZZOFALCONE  ?

 

Di tutto, partendo dalle storie personali per finire con i casi da esaminare volta per volta.

Le ambientazioni poi, variano di volta in volta e proprio lunedì’ si è usciti dal cerchio di Napoli centro per una location più periferica: Il museo di Pietrarsa. Il luogo di nascita della prima ferrovia italiana.

Una polveriera di storia e cultura che esplode in prima serata, come scena principale.

Non male come ultima puntata, davvero non male.

Questo buio sa anche di luce.

 

Nasco a Napoli nel 1981 e cresco con la passione per le arti e con una curiosità viscerale del mondo, inculcatami sin da piccola dai miei genitori. Nel 2000 mi classifico al secondo posto nella sezione narrativa per il premio città di Salerno. . Iscritta al Circolo Letterario Anastasiano, ho pubblicato per il Verso Verde una poesia dal titolo ”Residui d’Irpinia”. Ho collaborato con il giornale Dream Magazine come fotoreporter per la mostra SEVEN, svoltasi a villa Vannucchi nel 2011. Laureata in lettere moderne, insegno, con gioia e pazienza, nella scuola media.

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