Fino al 28 Luglio in mostra al Pan di Napoli i 54 scatti di Henri Cartier Bresson per la mostra “The Mind’s Eye”

Cinquantaquattro opere d’arte, cinquantaquattro scatti, cinquantaquattro momenti di vita invadono le mura del primo piano del Pan di Napoli con la mostra “The Mind’s Eye” di Henri Cartier Bresson, curata da Simona Perchiazzi e organizzata in associazione con la fondazione “Cartier Bresson” di Parigi e “Magnus Photos”. L’evento descrive parte del mondo di colui che è definito come il padre della fotografia, capace di rendere eterei e infiniti i fugaci istanti della vita grazie ai suoi scatti.

Bresson nacque nel 1908 a Chanteloup e dedicò i primi anni del suo percorso artistico alla pittura; solo negli anni ’30 decise di concentrare tutte le sue energie e la sua creatività nella fotografia. All’età di 23 anni comprò infatti una Leica e decise di girare il mondo scattando immagini.

Col tempo i suoi reportage l’hanno reso un’icona. Tuttavia nel 1940 venne catturato dall’esercito nazista e dopo 35 mesi di prigionia fuggì e ritornò in Francia. Dopo questa sofferente esperienza poté trovare conforto solo in quella che era la sua passione: la fotografia.

Le foto di questo artista non nascevano dalla brama di creare un qualcosa di nuovo bensì di portare testimonianza di ciò che accadeva partecipandovi tramite l’atto fotografico. A proposito di ciò, Il grande Bresson ha detto:

Per me la macchina fotografica è un quaderno di schizzi , lo strumento dell’intuito e della spontaneità, il maestro dell’istante…per ‘dare un significato’ al mondo, bisogna sentirsi coinvolti in quello che viene incorniciato dal mirino.

Le sue foto, scattate in tutte le parti del mondo, descrivono determinati aspetti culturali di precisi periodi storici dei luoghi che ha visitato, percorrendo anche eventi cruciali e significativi come la guerra fredda, la guerra civile spagnola e la seconda guerra mondiale.

Dalle sue parole si evince l’importanza che la fotografia ha assunto nella sua esistenza:

Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. E’ porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. È un modo di vivere.

Cinquantaquattro “momenti irripetibili” esposti al Pan di Napoli fino al 28 Luglio, una mostra per veri intenditori, ma anche adatta a fotografi amatori, ammiratori delle opere di Bresson e del suo mito. Una mostra da non lasciarsi sfuggire: sarebbe un peccato perdere l’occasione di ammirare in tutta la loro singolarità e bellezza gli scatti preziosi di un artista eccezionale.

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