Giovedì 26 aprile Ciccio Merolla conclude la Rassegna “Sound of the City” al Teatro Sannazzaro di Napoli

Si è conclusa giovedì 26 aprile la rassegna “Sound of the City” al Teatro Sannazzaro di Napoli organizzata da Jesce Sole in collaborazione con la direzione dello stesso Teatro, con il successo strepitoso del concerto di colui che è stato denominato il “Re del Groove” Ciccio Merolla. La rassegna, che ha portato in scena i più importanti protagonisti del neapolitan power sia storici che nuovi come James Senese, Raiz & Radicanto, Maldestro solo per citarne alcuni ha conquistato il pubblico con un evento speciale: le sonorità etnofunk del percussionista e rapper tra i più amati dal pubblico napoletano e non solo, il quale in quest’occasione ha festeggiato i 20 anni di carriera.

Il concerto ha ripercorso le tappe più importanti dell’intera carriera di Ciccio Merolla riarrangiati con ritmi e melodie trascinanti, partendo da atmosfere Medio Orientali fino ai ritmi e le sonorità dell’etno rap che fa parte dell’animo e del cuore del musicista e rapper napoletano. Il tutto inframmezzato e mixato con inaspettate sonorità jazz, blues e funky grazie al talento di tutti i musicisti che accompagnano l’artista in questo nuovo viaggio musicale come Giuseppe Spinelli (chitarre), Dario Spinelli (basso), Andrea Oluwong Esposito (dubmaster), Gianfranco Campagnoli (tromba), e il rap di due ospiti speciali come Peppe Oh e Speaker Cenzou.

Il concerto inizia con un emozionatissimo Ciccio Merolla che da subito prova del suo incommensurabile talento alle percussioni con due brani strumentali di grandissimo coinvolgimento, dopo i quali non si può pensare che è davvero il Re delle percussioni. Nelle sue performances ci mette grinta, forza, determinazione ma anche tanta magia derivante dal suo grande amore per la musica, la quale, come più volte ha dichiarato, gli ha letteralmente cambiato la vita. Dopo alcuni brani della sua lunga carriera come “Se chiamma ammore” nel quale canta la dolcezza e l’importanza di un sentimento come l’amore, e “L’Assessore” nel quale dimostra di avere una sensibilità particolare nel raccontare la vita reale e le debolezze del genere umano, conquista il pubblico presente in sala con un brano strumentale suonato con il suo amatissimo “Caisha”, uno strumento particolarissimo che, come racconta lo stesso Merolla, è capace di “produrre un suono in grado di attraversare la vostra anima e conquistarvi il cuore”.

Dopo aver dato spazio a “Chesta notte” successo di Peppe Oh con lui sul palco a condividere l’intero concerto, si scatena con i ritmi completamente rivisti di “Caravan Petrol” e l’omaggio al Maestro Carosone diventa un vero e proprio capolavoro di quella che potrebbe essere definita la vera “musica del Mediterraneo”, influenze etno, folk e world music diventano da questo momento in poi la vera anima del concerto. Con “O bongo” Merolla si scatena in una vera e propria performance percussionistica e con “Song e Napule” suo grandissimo successo il pubblico si sente ormai a “casa” e si scatena nel cantare il ritornello e ballare sulle note trascinanti del brano, ritenendolo una sorta di “inno” della propria appartenenza alla città e al sentirsi, in qualunque parte del mondo, profondamente napoletani.

Ma Ciccio Merolla non è solo ritmo, ma dimostra, con la profondità dei suoi testi di possedere anche un animo da delicato poeta. Lo dimostra non solo nel testo di “O Munno che sento” ma anche per le parole che ha scelto per introdurre il brano stesso:

Sono un eterno bambino e spesso non mi soffermo sulle cose, seppure serie che accadono in questo mondo ma vivo con semplicità, amando la vita e la gente che incontro sul mio cammino e godendomi ogni istante anche il semplice raggio di sole che mi viene a riscaldare il viso. Per questo io voglio vivermi e raccontarvi “O munno che sento”

Per la fine del concerto si ritorna al ritmo con “Cash”, “O Pitbull” e una bellissima “Mostro” che riprende l’idea di “Brava Brava” di Mina, adattandola al talento rapper di Ciccio, scatenando gli applausi del pubblico presente in sala.

Per il finale, decisamente felici per il successo del concerto, Ciccio Merolla e i suoi musicisti hanno deciso di concludere con ironia il concerto con una strepitosa versione di “Aggio perzo ‘e sord int’ a cumana” seguito poi da un assolo al djembe con il quale si conferma, ancora una volta, di essere davvero il re del ritmo e delle sonorità Mediterranee.

Annamaria De Crescenzo, è stata contagiata dal suo compagno in questa passione per la fotografia. Grazie prima ad una macchina professionale Nikon ha imparato a “guardare” gli Artisti sul palco con un “occhio” completamente diverso. Nel 2014 ha contribuito a trasformare la semplice passione di entrambi in un progetto concreto: nasce SpectraFoto, con quale entrambi si sono dedicati, come fotografi free lance, alla fotografia di eventi, rassegne e festival musicali, oltre che di spettacoli teatrali e musical non solo su Napoli ma anche sul territorio campano e nazionale. A tale passione della fotografia, dal 2016 ha unito anche un’altra sua passione: raccontare, non solo con le immagini ma anche con le parole gli aspetti più salienti della carriera degli Artisti fotografati, le recensioni del concerto stesso, in alcuni casi correlandole con brevi interviste.

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