Dalla commedia alla tragedia, dalla denuncia sociale alla commedia romantica, una lista “personalissima” su quelli che sono alcuni dei film napoletani più rappresentativi delle controversie del nostro popolo.

Rigorosamente senza un criterio preciso, se non dell’affezione di chi scrive, godetevi questi 10 capolavori ambientati o scritti a Napoli.

 

filmnapoletaniFortapàsc – 2009

Gli ultimi giorni di un eroe moderno, spesso dimenticato. Marco Risi mette in scena la vita di Giancarlo Siani, giornalista del Mattino freddato dalla camorra a causa delle sue indagini che hanno messo in luce la collusione tra la classe politica di Castellammare di Stabia e i clan locali. Un film crudo, che racconta senza idealizzare la figura di un uomo onesto e della sua lotta per la giustizia, un film da vedere tutto d’un fiato con la consapevolezza che ti lascerà un vuoto dentro.

 

 

Amore a  prima vista – 1999

Grande commedia di Vincenzo Salemme col cast storico Buccirosso – Izzo – Casagrande. Bruno Guarramone, unico figlio del boss napoletano Natale e storico sciupafemmine, subisce un trapianto di cornea e da allora la sua vita cambia. Ricevendo gli occhi della defunta moglie del maggiore dei carabinieri Fortunato Cipolletta, dopo averlo incontrato per caso, se ne innamora perdutamente scatenando una serie di eventi tanto comici quanto paradossali.

 

il_camorrista_un_film_di_giuseppe_tornatoreIl camorrista – 1986

Esordio alla regia per Giuseppe Tornatore, in un cult del film napoletano. Il camorrista racconta la storia del boss Raffaele Cutolo, il creatore della Nuova Camorra Organizzata, l’organizzazione probabilmente più forte e sanguinaria delle cronache camorristiche moderne che negli anni 70′ si è lasciata alle spalle centinaia di cadaveri nella guerra contro i clan storici di Napoli. Il film ripercorre la carriera di Cutolo dalle origini, ponendo cruciale attenzione al periodo passato nel carcere di Poggioreale dal 1963 in cui ha accresciuto notevolmente il suo potere. Da notare anche la presenza di Leo Gullotta nei panni del Commissario Iervolino, che fu premiato col David di Donatello.

 

Così parlò Bellavista – 1984

Un trattato filosofico sulla napoletanità. Così potremmo riassumere il Così parlò Bellavista, film diretto ed interpretato da Luciano De Crescenzo, adattamento del suo primo fortunato romanzo. La pellicola parla del professor Gennaro Bellavista, ex professore di filosofia ormai in pensione che passa il tempo ad elaborare teorie strampalate da sottoporre agli amici Salvatore, Saverio e Luigino. Il film parte dalla contraddizione tra i napoletani “uomini d’amore” e i milanesi “uomini di libertà”, e per uno scherzo del destino il professore avrà un contatto diretto con “l’uomo milanese”, incontrando il dottor Cazzaniga, uomo dedito al lavoro e alla disciplina dalle abitudini contrarie a quelle del professore. Da questo momento in poi si assisterà ad una serie di divertentissimi quadri comici che ruoteranno intorno ad un’apparente conflittualità tra il professore napoletano e il dirigente milanese.

 

e_fuori_nevica_vincenzo_salemme… e fuori nevica – 2014

Ancora una commedia di Vincenzo Salemme con Buccirosso, Casagrande e Nando Paone, adattamento cinematografico della commedia teatrale del 1995. L’opera parla di tre fratelli, Stefano Enzo e Cico che si ricongiungono dopo anni a causa della morte della madre per la spartizione del testamento. Enzo, musicista sfortunato e col vizio del gioco manca da casa da quando aveva 18  anni ed al ritorno trova una situazione difficile, dove Cico è affetto da autismo ed il fratello Stefano è depresso a causa dei problemi con la fidanzata. La commedia passa da momenti di pura comicità a scene più cupe, grazie alla bravura degli interpreti e alla sapiente commistione di scene tragiche e allegre, senza mancare di qualche imprevisto colpo di scena.

 

Gomorra – 2008

L’opera magna di Roberto Saviano, figlia del terremoto editoriale e sociale che è stato prima il libro ed ora la serie. Altro affresco della camorra napoletana, dal punto di vista dei giorni nostri. Diretto da Matteo Garrone e interpretato tra gli altri da Toni Servillo, Gomorra descrive seguendo quattro storie quella che è la realtà malavitosa di Napoli, ponendo grande attenzione a Scampia, considerata la più grande piazza di spaccio d’Europa. Tra i temi affrontati ci sono il lavoro in nero, l’alienazione dei giovani ed i falsi miti come Scarface, lo smaltimento illecito dei rifiuti, il sistema gerarchico dei clan e l’insaziabile sete di sangue e violenza dietro ogni faida. Per molti Gomorra è un affronto a Napoli ed i napoletani, per noi deve essere un monito perenne.

 

downloadMiseria e nobiltà – 1954

Non poteva naturalmente mancare Totò, il principe della risata, emblema di Napoli e dei napoletani. Potremmo stilare una raccolta di soli capolavori del De Curtis, ma sarebbe superfluo dato che il suo talento è riconosciuto ovunque, per cui ho scelto di elencare solo questa sua opera tra le varie “Totò e a malafemmena”, “Operazione San Gennaro” e compagnia bella perchè personalmente è quella più significativa, oltre ad essere una delle prime che ho visto ed amato. La trama gira intorno alle vicende del povero scrivano Felice Sciosciammocca e del suo amico Pasquale, fotografo, che vengono continuamente assillati dalle loro donne. Un giorno il marchesino Eugenio gli fa una strana proposta al fine di conquistare il cuore della ballerina Gemma, figlia di un ex cuoco ora divenuto ricco e che vuole sposarla ad un nobile. Gli scapestrati Felice, Pasquale e famiglia saranno costretti a “diventare” nobili per aiutare il marchesino.

 

Ricomincio da tre – 1981

Come per Totò, Massimo Troisi non poteva mancare nella nostra lista dei migliori 10 film napoletani. Perchè preferire Ricomincio da tre ad altri grandi pellicole di Troisi come il Postino? Semplice, perché il film gli è valso la vittoria di ben due David di Donatello e detiene il record di maggiore permanenza nelle sale cinematografiche, ben 600 e passa giorni, oltre che naturalmente un successo di pubblico e critica a dir poco incredibile. Il film è ambientato nel dopo terremoto dell’Irpinia, il protagonista è Gaetano (Troisi) che vive col padre monco di una mano, la madre, il fratello e la sorella. Dopo anni di routine passati in una tranquilla quanto alienante provincia, decide di trasferirsi dalla zia a Firenze dove troverà l’amore e nuovi stimoli, nonchè l’amico di sempre Lello. Tra una gag e l’altra un film che ha segnato una generazione, e tra l’altro, qui inizia la collaborazione tra Troisi e le musiche di Pino Daniele.

 

io-speriamo-che-me-la-cavoIo speriamo che me la cavo – 1992

Pellicola con Paolo Villaggio stavolta lontano dal classico e impacciato Fantozzi. Tratto dal libro bestseller di Marcello Dell’Orta, Io speriamo che me la cavo è uno spaccato di una realtà meridionale qualsiasi (originariamente Acerra nel libro, il film è stato spostato poi a Corsano per motivi di diritti) dove un maestro elementare, Marco Tullio Sperelli (Paolo Villaggio) viene trasferito per un errore di omonimia al Sud, dove ha a che fare con una classe di piccoli diavoli che non hanno il minimo senso del rispetto. Il film ruota attorno ai compiti scritti dai piccoli, che mano a mano cercano di emergere da questa realtà infame che li accomuna. Tanti i temi trattati, dal lavoro minorile alla situazione di degrado delle periferie, ma emerge forte anche l’empatia del professore Sperelli per i piccoli e l’urlo a denti stretti che tutti possiamo essere recuperati.

 

L’oro di Napoli – 1954

Tratto dai racconti di Giuseppe Marotta, l’Oro di Napoli andrebbe visto a prescindere dalla trama solo per la qualità degli interpreti. Alla regia dell’intreccio di storie abbiamo nientemeno che Vittorio De Sica, che dirige prima Totò nei panni del pazzariello (suonatore ambulante) sottomesso ed umiliato dal “guappo” del rione, poi una Sofia Loren (a proposito, avete letto del murales a lei dedicato recentemente?) pizzaiola alla disperata ricerca di un anello perso, Eduardo De Filippo è il professore, il saggio del paese che da consigli a tutti e la sa molto lunga in fatto di pernacchie, mentre negli ultimi due episodi, Teresa e I giocatori, De Sica dirige prima Silvana Mangano nei panni di Teresa, prostituta a cui un nobiluomo propone inspiegabilmente di sposarla, scoprendo solo dopo il perché del gesto, e ne I giocatori De Sica in persona recita nei panni del conte Prospero, uomo col vizio del gioco che è stato interdetto dalla ricca moglie proprio a causa del vizio, passa le sue giornate a giocare (e perdere) a carte con un bambino di 8 anni.

 

Questo è tutto per la prima rassegna di film napoletani made in Terre di Campania, e so che sarete tutti stupiti dall’assenza di Nino D’Angelo e Mario Merola, ma questa raccolta è curata da Giuseppe Pirozzi e quindi stilata in base al mio gusto e a ciò che ho visto. Non mancate di farci sapere quali sono i vostri classici preferiti e quali film vorreste vedere nella prossima scaletta.

Approposito, hai saputo che ad Acerra aprirà la nuova “Università del cinema”? Per altri consigli cinematografici, o letture a tutto tondo su gusto, cultura, letteratura e news segui Terre di Campania.

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