“Bukòrto” – un modo diverso di competere.

Mi ritrovo con Andrea Maio, all’interno della sua associazione il “Bukò circolo virtuoso” per parlare di una delle tante iniziative proposte dal circolo stesso: il “Bukòrto”.

-Allora, Bukòrto in quattro parole. Cos’è?

Rassegna orizzontale di cortometraggi. Orizzontale perché a differenza di altri festival qui non c’è competizione. Si condivide il materiale prodotto e si favorisce la nascita di stimolanti conversazioni.

-Questa è la quinta edizione, pensavate di arrivarci?

Sinceramente, no. Ma visto che sia per il pubblico che per i videomaker c’era stata una buona risposta abbiamo deciso di replicare. Che poi nella serata di proiezione le due categorie si uniscono. Confronto e condivisone delle proprie idee, dei diversi stili. Metodi espressivi. Il cortometraggio può diventare anche un pretesto per lavori più elaborati.

-Dove vengono proiettati i corti?

Al Bukò circolo virtuoso, si trova a Benevento in via Stanilsao Bologna. Il Bukò è un circolo attivo da quasi quattro anni. L’idea è stata di uno dei nostri soci, Claudio Angiolelli. Anche l’idea del nome che richiama quello del locale è una sua idea.

-Parallelamente al Bukòrto promuovete altre iniziative?

Sì, rassegne cinematografiche ogni martedì, programmi musicali strutturati, slam poetry e una delle ultime: piano battle. In più, stiamo pensando di esportare dal circolo all’intera città idee e progetti culturali, infatti, assieme anche ad altre realtà associative presenti nella città di Benevento stiamo pensando a un festival di artisti di strada.

-Ci puoi dare qualche anticipazione?

Forse il nome, Tribe che significa TRACE IN BENEVENTO, concentrandoci sul significato di tracce, impronte. Immaginiamo questa tribù che operi un cambiamento che parta dal basso, senza finanziamenti e logicamente, orizzontalmente.

-Prima hai accennato alla Piano Battle cos’è?

Quest’estate ci hanno regalato un pianoforte e ispirandoci al film “la leggenda del pianista sull’Oceano” abbiamo pensato di creare un altro momento di condivisone, incentrato più sulla musica che sul cinema, in questo caso. Il 24 Novembre ci sarà la prima Piano Battle.

-Molte citazioni all’interno del Bukò, anche il nome stesso è a sua volta una citazione. Quindi, modi diversi di vagare attorno alla cultura?

Sì, il circolo Bukò si può definire anche una sala d’attesa di una stazione, con treni che vanno in tutte le direzioni. Oltre al pianoforte, abbiamo giochi di società, una selezione di libri, da mangiare e da bere. Tutto per ingannare il tempo in modo diverso prima di partire verso destinazioni ostinate e contrarie.
Infatti, l’evento che meglio coniuga tutto ciò che facciamo al Bukò è la cena in tre piatti, in cui si mangia-teatrando. Le persone mangiano e nel frattempo raccontiamo aneddoti o storie riguardo a ciò che hanno nel piatto. Unire ciò che mangi a ciò che senti.

Quindi, il Bukorto potrebbe essere un modo per far conoscere anche ad altre persone, il circolo che è una nuova realtà, un posto in cui le persone si possono incontrare. È bene ribadire che noi non lo facciamo per business e i nostri prezzi lo dimostrano. Il nostro è un modo per scoprire una realtà all’interno di una provincia che non lascia molti spazi, soprattutto ai giovani, per crescere. Noi cresciamo per poi partire.

-Il Bukòrto sarà un incontro fra viaggiatori che hanno una passione in comune?

Sì, esattamente. Per partecipare al Bukórto è necessario inviare una presentazione del proprio lavoro contenente nome dell’autore e contatti (e-mail e numero di cellulare), titolo del lavoro, breve sintesi (corredata di immagine simbolica) e durata dello stesso (non superiore ai 25′) alla seguente mail: andrea.maio@rocketmail.com entro e non oltre la data del 25 Novembre 2016.
Entro il 30 Novembre 2016 verrà poi richiesto di far pervenire il corto in formato avi o mp4 presso gli organizzatori della rassegna.
Tutti i corti candidati saranno selezionati per la rassegna eccetto quelli che arrecheranno danni di qualsiasi genere a persone fisiche o giuridiche

Scrittore insistente, fotografo improvvisato e teatrante occasionale. Istrionico, eclettico ma con una punta di nostaglia che non manca mai.
Nato a Napoli, generazione 88, vissuto e cresciuto nella Valle Caudina, dove ha maturato una certa predisposizione ad ascoltare le storie degli altri, ora se le troverete interessanti, potrete leggerle e commentarle.

Commenta