Otello da tragedia shakespeariana a commedia all’italiana. Possiamo descrivere così Quel gran pezzo della Desdemona, in scena al Teatro Bellini fino a domenica 3 dicembre, dopo Il nome della Rosa.

Un’idea dissacrante, okay, ma che funziona bene. Basta Venezia, è la Milano da bere che ospita la storia. Anni ’70, moda, signorine, industrie, lavoro alienante, media borghesia e terrorismo da neofascismo e brigate rosse quanto basta.

Così Brabanzio diventa Brambilla, il padrone della fabbrica di manichini, e Desdemona diventa sua figlia, sexy e un po’ oca, emancipata e sciocca.

Otello? Non è più un moro ma è Moro, l’operaio della fabbrica promosso a caporeparto dopo averla salvata da un incendio. È muto, perché ha perso la voce da allora, e sembra quasi un bamboccione.

E Iago? E Cassio? Eccolì là: si chiamano Jago e Cassiolo, uno napoletano e l’altro romano, colleghi di lavoro che Moro lo odiano a morte. Jago lo odia perché gli ha soffiato il posto da caporeparto, e Cassiolo perché gli ha soffiato la donna ideale.

E se Moro e Desdemona si amano, e se Cassiolo farebbe qualsiasi cosa pur di conquistare Desdemona e farci un figlio che abbia i suoi stessi capelli ricci, allora Jago è disposto a tutto pur di avere il posto che gli spetta, sfruttare Cassiolo, distruggere Moro e sopraffare tutti gli altri.

Tutto questo nella più buona declinazione del trash.

Trash, insomma, è inteso in un senso quasi affettuoso: la notte di sesso tra Moro e Desdemona si rappresenta con una spazzata di pavimento, le scene più hot sono realizzate con l’ausilio di ombre proiettate, il fazzoletto di Desdemona si trasforma in un paio di mutandine rosse.

Quel gran pezzo della Desdemona

Lo spettacolo fa sorridere, è piacevole, e nonostante la totale riscrittura rimane comunque vicino nell’intreccio all’originale. Anzi, è forse chi conosce l’Otello di Shakespeare che può meglio apprezzare qualche particolare trovata o qualche citazione letterale. Di contro, ne esce ovviamente svuotato delle dinamiche psicologiche e sociali, e si tratta di una scelta stilistica ben chiarita già dal titolo e dal sottotitolo, “Tragedia sexy all’italiana”.

Quello che rimane, insieme alla piacevolezza della messa in scena, è purtroppo anche un po’ di senso dell’incompiuto. Perché se è vero che lo spettacolo mette in mostra tutti i simpatici pregi di cui ho parlato, è vero anche che ha alcuni difetti che lo rendono una grande idea con una resa poco più che mediocre.

Questo non significa che l’Otello deve essere sempre e solo rappresentato nella sua classica forma, anzi: una rilettura di questo tipo è piacevole e anche intelligente per certi aspetti. Ma c’è qualcosa che manca.

Insomma, dell’originale non si trasmette la ricchezza, ma non si compensa questa mancanza con altrettanta verve comica o genialità. Lo spettacolo fa sorridere (e non ridere, appunto) e nonostante le ottime interpretazioni degli attori (super Luciano Saltarelli, anche regista e autore; ottimo Luca Sangiovanni muto e presente; polifunzionale Giovanna Giuliani con tanta qualità) poi non lo si porta nel cuore, forse perché non ha ancora sviluppato tutto il potenziale che c’è nell’idea da cui nasce.

In ogni caso un plauso per l’ora e dieci di sorrisi e simpatiche trovate è il minimo. Lo spettacolo è godibile e leggero, e gli attori ce la mettono tutta per portarlo avanti con la giusta energia. Quel gran pezzo della Desdemona sarà in scena al Teatro Bellini fino al 3 dicembre: alle 21.00 fino a venerdì, alle 17.30 e alle 21.00 sabato, e alle 18.00 domenica.

Come di consueto, segnaliamo che il Bellini offre una riduzione per gli under 29 a 15 euro.

Tutte le riduzioni dedicate ai giovani meritano spazio, e portare i ragazzi fra il pubblico a teatro è fondamentale. Ci auguriamo che negli anni, anzi, aumenti ancora di più la cooperazione fra i vari teatri in questo senso, con iniziative trasversali che aiutino i ragazzi appassionati a poter guardare più teatro riducendo la spesa economica.

Andate a teatro! E sostenete, secondo le vostre possibilità, gli sforzi degli spazi (soprattutto piccoli e medi, e poi anche grandi) che portano la cultura in città.

Viva il teatro!

Quel gran pezzo della Desdemona

Scheda dello spettacolo

Quel gran pezzo della Desdemona
Tragedia sexy all’italiana

di Luciano Saltarelli

con Rebecca Furfaro, Giovanna Giuliani, Luca Sangiovanni, Luciano Saltarelli, Giampiero Schiano

regia Luciano Saltarelli
produzione Napoli Teatro Festival Italia, Teatri Uniti, Casa del Contemporaneo in collaborazione con l’Università della Calabria

Orari: feriali ore 21:00 – sabato ore 17:30 e 21:00 – domenica ore 18:00

Prezzi: da euro 14,00 a euro 32,00 – Under 29 euro 15,00

19 anni. Studente di lettere moderne. Fondatore di Vaffanstudio e caporedattore di Terre di Campania. Aspirante giornalista, scrittore, enigmista, ludolinguista. Amore per il teatro e per il mio teatro, Rostocco. Passioni di ogni tipo e voglia di scoprire sempre di più, sempre di tutto.

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