Per celebrare il centenario della rivoluzione, lo spettacolo I Soviet + L’elettricità, di Massimo Zimboni, debutterà a Napoli al Teatro Augusteo

È stato presentato lo scorso 18 ottobre l’interessante progetto I Soviet + L’elettricità, un comizio musicale di Massimo Zamboni, scrittore e fondatore dei CCCP Fedeli alla linea, che debutterà a Napoli il prossimo 7 novembre: il giorno esatto in cui cent’anni fa scoppiò la rivoluzione bolscevica.

L’atmosfera di ribellione comunista, quasi contrastante col rigore del foyer del Teatro Augusteo si espanderà in platea con le canzoni più arrabbiate dei CCCP, degli Offlaga Disco Pax. “Il palco dell’Augusteo fa paura” ammette Zamboni, ma il progetto è grande e riempie d’orgoglio gli occhi degli ideatori e di chi ha collaborato: i Soviet+ L’elettricità è ancora sostenibile su musicraiser.com fino al 6 novembre, in regalo per tutti gadget, magliette o biglietti per i vari spettacoli. Perché è di questo che si tratta. Prima di essere un concerto, si tratta di uno spettacolo musicale: gli strumenti sono per lo più nascosti e il palcoscenico è adattato a tribuna da cui, da veri rappresentanti del Comitato Centrale e con tanto di divisa (grigia, un po’ Star Trek ), Zamboni con Angela Baraldi, Max Collini degli Offlaga Disco Pax, Danilo Fatur e altri si esibiranno, declamando canzoni, parole, idee a stretto contatto col pubblico.

Con il centenario della rivoluzione si vogliono evocare parole entrate ormai in disuso dal vocabolario odierno: utopia, riscatto, emancipazione dell’uomo dall’uomo. Non solo una semplice celebrazione bolscevica, ma del simbolo della rivoluzione che ha stravolto le sorti del mondo fino ad oggi, forse l’evento più importante del Novecento. Un secolo lungo, contrariamente a ciò che si pensa, in cui lotte, rivoluzioni e guerre si sono succedute drammaticamente: lo spettacolo ricorda non solo Pietrogrado (come Pietroburgo veniva chiamata allora) ma anche l’Afghanistan, l’11 settembre, Kabul, la Jugoslavia.

Una domanda sorge dunque spontanea: perché proprio Napoli?

Zamboni spiega che è necessario ricordare Napoli come una delle capitali d’Italia, e come una delle capitali della musica italiana, insieme a Reggio Emilia. In più, Napoli è stata l’unica città italiana ad essere percorsa dallo stesso Lenin all’inizio del secolo in viaggio verso Capri, dove viveva e dove morirà poi l’amico scrittore e intellettuale Maksim Gorkij. Napoli è la città in cui le tante insurrezioni non sono mai diventate rivoluzioni.

Parlando di simboli, in Italia solo a Capri e a Reggio Emilia è conservato un monumento a Lenin. All’interno dello spettacolo, ci tiene a precisare Zamboni, non ci sarà nessun riferimento pacchiano e scontato alla figura del bolscevico. Il simbolo di Lenin, un suo busto di cera, prenderà fuoco sciogliendosi, mostrando al pubblico che accanto alla sua figura potente e ferma esiste anche un lato di fragilità estrema.

“Siamo esperti a fare tutto con le nostre mani” (cit. Massimo Zamboni)

Biglietti disponibili su www.ticketone.it

 

 

Laureanda in Scienze della traduzione presso l'università La Sapienza di Roma, dove si interessa di traduzioni dalla lingua russa e ceca. Appassionata di scrittura, cinema e teatro, rivede nella sua terra le più ampie espressioni tradizionali ed innovative dell'arte.

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