Arriva all’Ariston Clementino, noto rapper campano, abbracciato dal calore e dall’affetto dei suoi concittadini, con un nuovo pezzo tutto da scoprire.

L’altro ieri, mercoledì 11 febbraio 2016, si è esibito sul palco dell’Ariston, con grande successo, il rapper campano Clementino.
Già un anno fa propose un brano, che fu però rifiutato dalla commissione. Il 2016, invece, ha rappresentato la sua svolta, con il nuovo brano accettato che concorrerà direttamente con Rocco Hunt e Neffa. 
«È un’emozione forte cantare qui all’Ariston, ma non sono qua come vetrina, perché noi le vetrine le spacchiamo; sono qua per esperienza e per portare il messaggio della mia canzone», afferma il cantante. «Nonostante si viva lontano dalla propria terra resta intatto l’amore per la città d’origine».
E d’altronde lo ribadisce nel ritornello del suo nuovo pezzo, Quando sono lontano: «Io e Napoli siamo ancora un tutt’uno».
Quello di Clementino si rivela un pezzo inedito, ricco di amore e che porta alla riflessione; una sintesi di attualità e passato, che vedeva l’italiano emigrare in America e che vede, oggi, i profughi della Siria emigrare in Europa.
Quando sono lontano sarà in uscita il 19 febbraio, in Miracolo, doppio album con 28 pezzi inediti.
Il titolo del complesso è una scelta meditata, forte proprio come la sua musica; già il precedente album Mea Culpa aveva un grande significato simbolico, ma questi nuovi pezzi sembrano davvero rappresentare un cambiamento.
Si tratta di musica vissuta, sentita, di un momento di riflessione comune: «D’altronde noi rapper a questo serviamo», dice Clementino.

«La storia di un musicante emigrante, anima vagante, 

e guarda come cambia tutto quando sei distante.

E la voglia di sentirti grande

cinque ragazzi e un volante
:
uanema santa, ma che capa vacante!».

I sindaci Francesco Di Palma (Cimitile), Giuseppe Barbati (Camposano), le proloco dei due paesi e il presidente dell’agenzia Giovanni Trinchese hanno collocato un maxi schermo nella sala convegni di via Trivice d’Ossa, per seguire l’esibizione del rapper Campano.
«Siamo orgogliosi e contenti per lui», ammettono i genitori di Clemente, Salvatore Maccaro e Tina Spampanato, «perché nonostante ce ne abbia fatte passare tante, alla fine ce l’ha fatta».

«Guagliune ‘mmiez a ‘na via, ‘na luce dint’ a ‘sta città
e mo’ ca songo emigrante, e voglio ‘o cielo ‘a guardà
penso ca’ si stata ‘a primma, tu si tutta ‘a vita mia.
E voglio ‘o cielo ‘a guardà da quando ero in fasce
come fenice che, fra’, poi da zero rinasce
a pare vasce, guardo fuori che piove: è tempesta,
chi muore presto e nelle mani qua polvere resta.
Tutti quelli scappati altrove…
fammi vedere il colore lì dove non c’è sole.
Il tempo che, fra’, è passato qui».

Tutta la Campania si stringe intorno al suo rapper, apprezzato in tutta Italia e vincitore di premi per le sue grandi capacità nel freestyle, per assicurarsi il suo trionfo al festival della canzone italiana.

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