Festival Ethnos: la musica dell’Oriente e le tradizioni popolari con la forza della parola di Erri de Luca al Molo Crocelle di Torre Annunziata

La XXIII Edizione del Festival Ehnos continua con l’immensa bellezza e la magia dell’anima algerina con la musica di Sofiane Saidi mercoledì 26 settembre al Molo Crocelle di Torre Annunziata.

Il “Principe del Rai’ 2.0“, come viene chiamato, ha letteralmente incantato la platea del pubblico del Festival. A soli 15 anni inizia a cantare nei mitici club di Oran, a 17 anni in fuga dalla violenza della sua amata Algeria, si trasferì a Parigi e dopo due anni di vita ribelle e trasgressiva ritrova la sua musica ritornando a cantare nei piccoli locali frequentati da mercanti, frequentatori di feste, e insoliti personaggi della cultura e della movida francese.

La sua musica è festa, musica, romanticismo, vagabondaggio. Un intreccio tra i suoni dei villaggi dei beduini algerini, il funk, il chaabi egiziani e la musica di Bollywood. Da tanti viene considerato l’erede naturale di Khaled ma la sua musica è ancora più viscerale e più trascinante.

Come Khaled negli anni ’90 con la sua banda magica, Sofiane Saidi si è esibito con Mazalda, un gruppo di 7 musicisti, con una grande sezione ritmica, ottoni, con i quali il cantante ha inondato musica pazza e pazza Raï, fan dei suoni bédui, gasbah gallal, synths psyche, funk, electro version 2.0 ovvero la versione umana di ciò che le macchine avrebbero suonato. Un gruppo che è riuscito a viaggiare per il mondo e portare all’interno della musica dell’Algeria tesori inestimabili di elementi groove e trip.

Di tutto altro genere il concerto di giovedì 27 settembre sempre a Torre Annunziata dove si torna indietro nel tempo e la musica diventa un incontro senza precedenti tra archi e voci, tra il griot e maestro di kora Ablaye Cissoko e il gruppo Costantinopoli, un vero e proprio viaggio attraverso i luoghi comuni dell’immaginazione e di un attraversare il tempo con la melodia della musica.

Il gruppo Costantinopoli, formatasi a Montreal nel 1998, comprende Kiya Tabassian (voce, setar), Pierre-Yves Martel (viola da gamba) e Ziya Tabassian (tombak, percussioni) e il cantante e compositore Ablaye Cissoko, che proviene da una stirpe di griots di Mandinka hanno presentato un progetto straordinario che unisce la dolcezza della musica con elementi classici dell’Africa occidentale e occidentale su un terreno acustico comune. Viola e percussioni sostengono la kora, il setar e la voce, favorendo uno scambio deferente che evoca la bellezza sonora attraverso la semplicità aggraziata che solo la musica di questo livello sa dare.

Perfetta la definizione di Micheal Stone di tale progetto:

A differenza di tanti progetti di “fusione globale”, “Jardins Migrateurs” mette in gioco un territorio veramente nuovo – decisamente suo, senza pretendere né preconcetti – invitando i cercatori a prendere parte allo spartito musicale dell’ensemble. In questi nostri tempi irrequieti, il lavoro è radicato e minimalista nell’aspirazione, trasmettendo un senso di invenzione senza sforzo, basato su padronanza tecnica senza pretese, ascolto paziente e uno spirito egualitario che, abbracciando l’umanità nella sua molteplicità, è favorevole al sublime”.

Complimenti quindi al Direttore Artistico Gigi Di Luca per avere avuto ancora una volta un’intuizione eccezionale nel ricercare e proporre artisti cosi straordinari e in esclusiva nazionale.

Di tutto altro genere musiscale la serata di venerdì 29 settembre, questa volta nello scenario dell’anfiteatro di Villa Vannucchi di San Giorgio a Cremano con il concerto del Canzoniere Grecanico Salentino con la partecipazione di Erri De Luca, uno spettacolo di musica e parole che affida al grande scrittore Erri De Luca la parola narrata e al canzoniere il compito di ricostruire ed evocare le atmosfere e le vicende che si accavallano nel Mediterraneo attraverso l’apporto magistrale e trascinante della musica e della danza. Il pubblico è affascinato non solo dalla musica del gruppo salentino ma anche dagli interventi di Erri de Luca, veri e propri racconti di mondi lontani, di tutti i popoli che storicamente hanno solcato questo nostro Mediterraneo, di migrazioni vicine che abbiamo sotto gli occhi e dell’odissea contemporanea dei migranti che si accingono ad attraversare il mare e il nostro esserne spettatori come cittadini di un Paese affacciato sul Mediterraneo, terra di passaggio, frutto da sempre sin dai tempi antichi, dell’incontro e del “miscuglio” tra popoli.

Fondato nel 1975 dalla scrittrice Rina Durante, il Canzoniere Grecanico Salentino è il più importante gruppo di musica popolare salentina, il primo ad essersi formato in Puglia.

L’affascinante dicotomia tra tradizione e modernità caratterizza la musica del CGS: il gruppo è composto dai principali protagonisti dell’attuale scena pugliese, che reinterpretano in chiave moderna le tradizioni che ruotano attorno alla celebre pizzica tarantata rituale, che aveva il potere di curare attraverso la musica, la trance e la danza il morso della leggendaria Taranta. Gli spettacoli del CGS sono un’esplosione di energia, passione, ritmo e magia, che trascinano in un viaggio dal passato al presente sul battito del tamburello, cuore pulsante della tradizione salentina.

Guidato dal tamburellista e violinista Mauro Durante, che ha ereditato la leadership dal padre Daniele nel 2007, il CGS continua a innovare e a rappresentare la musica italiana nel mondo, collaborando con artisti del calibro di Ludovico Einaudi, Piers Faccini, Ballake Sissoko, Ibrahim Maalouf, Fanfara Tirana, Stewart Copeland dei Police, e portando la voce di un territorio musicale che con la pizzica ha sempre manifestato la propria identità. Acclamato da pubblico e critica con 18 album e innumerevoli spettacoli tra Stati Uniti, Canada, Europa e Medio Oriente, il gruppo ha fatto la storia del world music italiana, venendo riconosciuto nel 2010 dal MEI come Miglior Gruppo Italiano di Musica Popolare

La band è composta da Mauro Durante (voce, percussioni, violino), Alessia Tondo (voce), Silvia Perrone (danza), Giulio Bianco (zampogna, armonica, flauti e fiati popolari, basso), Massimiliano Morabito (organetto), Emanuele Licci (voce, chitarra, bouzouki), Giancarlo Paglialunga (voce, tamburieddhu).

Il concerto è stato non solo trascinante per la musica e la danza del gruppo salentino ma anche emozionante per la presenza di Erri De Luca, applauditissimo dal numerosissimo pubblico presente. La sua intesa con il gruppo con il quale aveva già collaborato in un progetto precedente (“Solo Andata”) è molto forte (nel ringraziarli a fine concerto li definisce “una vera e propria energia geotermica e musicale del Mediterraneo”) e il pubblico applaude a lungo quando lo scrittore e poeta li ringrazia per la loro musica alla quale le dà un ruolo importantissimo quello di “tappeto volante delle parole perché le trasporta dove non sarebbero mai potuto arrivare da sole”.

 

Il concerto si conclude con la preghiera laica scritta dallo stesso De Luca “Mare Nostro che non sei nei cieli” dedicata alle vittime del naufragio al largo di Lampedusa, e una dolcissima poesia del poeta turco nazim Hikmet “Arrivederci fratello mare” che dedica a tutto il pubblico di Ethnos.

 

Annamaria De Crescenzo, è stata contagiata dal suo compagno in questa passione per la fotografia. Grazie prima ad una macchina professionale Nikon ha imparato a “guardare” gli Artisti sul palco con un “occhio” completamente diverso. Nel 2014 ha contribuito a trasformare la semplice passione di entrambi in un progetto concreto: nasce SpectraFoto, con quale entrambi si sono dedicati, come fotografi free lance, alla fotografia di eventi, rassegne e festival musicali, oltre che di spettacoli teatrali e musical non solo su Napoli ma anche sul territorio campano e nazionale. A tale passione della fotografia, dal 2016 ha unito anche un’altra sua passione: raccontare, non solo con le immagini ma anche con le parole gli aspetti più salienti della carriera degli Artisti fotografati, le recensioni del concerto stesso, in alcuni casi correlandole con brevi interviste.

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