Cuccioli per i Bastardi di Pizzofalcone: Il commissariato di Maurizio De Giovanni alle prese con nuovi, odiosi delitti.

Le storie gialle o noir, nel nostro immaginario, sono ambientate a Londra, a Parigi, a New York, nella provincia del centronord Italia. Non è facile ambientare un noir a Napoli, a primavera, benché non manchino tanti esempi. Non è facile perché bisogna allargare il topos Napoli, azione che Cuccioli per i Bastardi di Pizzofalcone compie con successo. Anche ai lettori che si aspettano pizza, mandolini e camorra questa Napoli nera, tenebrosa e introspettiva appare subito credibile. Certo, pizze e camorristi non mancano, ma si amalgamano in maniera estremamente organica a tutto il resto. Tutto diventa noir.

Maurizio De Giovanni continua ad alimentare la serie che ruota intorno al commissariato di Pizzofalcone, nel centro pulsante di Napoli.

In un quartiere dove, come spesso succede nella città, in pochi metri si incontrano realtà diversissime, una neonata viene abbandonata tra i rifiuti, nei pressi del commissariato. Raccolta dai poliziotti e portata in ospedale, lotta tra la vita e la morte. Poco dopo, una giovane e bellissima domestica ucraina, che si rivela essere la madre della bimba, viene trovata strangolata in un appartamento di lusso. Contemporaneamente, gli animali randagi di piccola taglia, cuccioli, scompaiono dalle strade.

Sono tutti cuccioli, le neonata, gli animali e anche i poliziotti. Cuccioli bastardi questi ultimi, ognuno con una tormentata storia personale, spediti in un commissariato sull’orlo della chiusura, dove in passato alcuni poliziotti si sono messi a spacciare la droga sequestrata.

Proprio gli abissi oscuri dell’animo umano costituiscono la struttura portante del romanzo. È in quegli abissi, dove l’amore degenera e si trasforma nel suo opposto, che maturano violenze agghiaccianti. E la stessa città si comporta come un corpo multiforme, covando il Male nei suoi abissi.

Così, la ricerca degli assassini si intreccia con l’introspezione del rimosso e con la discesa nell’inferno metropolitano. Con uno stile scorrevole e quasi dolce, attraverso descrizioni pregnanti e strutturate, De Giovanni guida il lettore in  una Napoli con la sua borghesia ricca e alienata, il suo traffico di antidepressivi, un inquietante e insolito numero di suicidi. Un esercito di fantasmi filiformi vaga per la città, rendendosi invisibile, cercando conforto nei farmaci, in una religiosità controversa o in rapporti umani allucinanti.

La morte ghermisce tutti i deboli, adulti o bambini, umani e animali. Tutti, almeno un po’, cuccioli.

Ogni membro della squadra di Pizzofalcone si divide tra la dedizione al lavoro e i problemi del passato e del presente. Carriere macchiate da accuse e malelingue, affetti naufragati, famiglie come prigioni e una costante tensione alla vita che stride ancora di più. La sgangherata squadra, però, funziona, e ogni agente mette i suoi talenti al servizio delle operazioni collettive.

Cuccioli per i Bastardi di Pizzofalcone, edito da Einaudi, è il quarto romanzo della serie , che presto sarà una fiction, trasmessa su Rai 1. Maurizio De Giovanni è anche autore della saga dedicata al commissario Ricciardi, ambientata nella Napoli degli anni ’30. Il topos letterario “Napoli”, che si rinnova perpetuamente, annovera con disinvoltura un genere, quello del noir, che da sempre è tra i più adatti per parlare della natura umana.

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