Storia e parabola di un ermetista napoletano moderno: Giuliano Kremmerz, nome iniziatico di Ciro Formisano, un artista da scoprire

Quando si parla di “ermetismo” l’immaginazione corre veloce ad antri segreti  in tempi remoti, dove pochi iniziati dai volti coperti officiano riti che risvegliano forze sopite. L’immaginazione poi non va oltre a queste poche immagini iperboliche, nutrite di fumetti e cinematografia. L’ermetismo, invece, è stato un fil rouge che ha unito, nei secoli, molti personaggi e scuole di pensiero attorno una concezione cosmologica e della spiritualità umana tutt’altro che assurda, ma nel suo volo pindarico, l’immaginazione spesso non arriva nemmeno a figurarsi una tradizione ermetica napoletana, ancor meno se recente.

giuliano kremmerz
kremmerz

La “Scienza dell’Hermes”, di cui conosciamo la versione ellenizzata, dall’Egitto si mosse assieme a Cleopatra fino al suolo italico e si stabilì in una colonia egizia a Napoli, proprio lì, dove ancora oggi posa disteso il vegliardo dio Nilo presso l’omonima piazzetta. Da allora Ermete è stato in compagnia dei preesistenti culti pitagorici, è andato a braccetto con Virgilio, è passato nella Cappella San Severo e in centinaia di logge massoniche napoletane, tra cialtroni e sapienti.

Grande esperto di ermetismo fu Ciro Formisano, figlio della terra campana (Portici 1861), passato alla storia come Giuliano Kremmerz, suo nome iniziatico. Di buona famiglia, giornalista in gioventù, intraprese all’età di trent’anni un viaggio verso mete sconosciute, Sud America o Francia secondo alcuni, ricevendo le prime iniziazioni. Tornò poi in Italia, stabilendosi a Napoli, dove affinò  in quei luoghi propizi la sua dottrina esoterica, e fondò nel primo decennio del ‘900 la Schola Philosophica Hermetica Classica Italica – Fratellanza Terapeutico-Magica di MIRIAM.

La sua Schola univa, in accordo ai principi ermetici, il fine teurgico al fine terapeutico. La teurgia conduceva i membri di MIRIAM alla conoscenza delle leggi universali che ugualmente regolano l’Universo e il singolo uomo, in una magica corrispondenza analogica tra macrocosmo e microcosmo; così facendo si credeva di poter estrarre nell’uomo un principio solare, divino, permettendogli di liberarsi dal giogo del corpo, i cui squilibri generano la malattia. Ma questi sapienti ermetici, secondo Kremmerz, dovevano anche porre la loro conoscenza delle forze occulte al servizio di una nuova terapeutica, curando gratuitamente chi si fosse loro rivolto, anticipando in realtà alcune tra le teorie omeopatiche ed olistiche.

Un antico aforisma ermetico dice: la vita comanda alla vita. Così il principio della terapeutica ermetica è lo stesso principio vitale, la cui deficienza determina lo stato morboso

Giuliano Kremmerz

Le dottrine di Kremmerz si diffusero e contribuirono al fermento esoterico che attraversò l’Italia tra le due Guerre Mondiali, anche quando emigrò a Beausoleil,  dove morirà nel 1930.
La sua Schola è ancora oggi esistente, come anche la sapienza ermetica, variamente interpretata, e la sua opera  è studiata e citata, forse più all’estero che in Italia, forse più in Italia che a Napoli.
Rimangono di lui la passione per una tradizione antica e spirituale, il sogno amorevole di una nuova terapeutica mai in contrasto con la medicina accademica, lo slancio ideologico che vuole l’uomo simile al Sole, almeno finché le ali non si sciolgono.
Anche questo fa parte dell’amabile commedia dell’uomo, che ha per interpreti, forse in questa terra più che in ogni altra,cialtroni e sapienti.

 

Scrittore e critico d’arte, convinto che la scrittura debba andare oltre le relatività del presente.

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