La musica di Fabrizio de André interpretata dal talento di Danilo Rea in piano solo ha entusiasmato il pubblico del Teatro Acacia di Napoli 

La prima serata tenutasi al Teatro Acacia venerdì 7 novembre, della nuova rassegna musicale “Napoli Jazz Winter 2019 “organizzata e diretta da Michele Solipano dell’Associazione Napoli Jazz Club di Napoli, è stata affidata a Danilo Rea, pianista jazz di fama internazionale, un’artista che più di ogni altro si è immerso e contagiato con tutte le forme musicali possibili, dalla bellezza della musica classica, ai ritmi di quella pop italiana, all’improvvisazione della musica jazz.

Danilo Rea vanta un curriculum che sfugge a qualsiasi elenco, fatto di una lunga storia di esperienze musicali che ha raccontato nel libro “Il Jazzista imperfetto” edito da Rai Eri e scritto con Marco Videtta.

Ha collaborato e condiviso il palco con i più grandi nomi del jazz come Chet Baker, Lee Konitz, Luis Bacalov cosi come con pianisti classici come Bruno Canino e Bahrami, senza farsi mancare collaborazioni importanti con i più grandi musicisti italiani come Mina, Gino Paoli, Pino Daniele, Claudio Baglioni solo per citarne alcuni. 

Una delle sue più ultime sfide a livello musicale è stata quella di suonare Bach insieme al pianista Ramin Bahrami conquistando un grandissimo successo ovunque fino ad un applauditissimo concerto all’Osaka Symphony Hall davanti a migliaia di persone entusiaste della loro musica.

Durante il concerto al Teatro Acacia di Napoli, in piano solo, è arrivato sul palco, in un elegante completo nero, per presentare al pubblico un programma interamente dedicato alla poesia delle canzoni di Fabrizio de André.

Ha parlato pochissimo, solo all’inizio del concerto ha voluto raccontare come era nata l’idea di tale omaggio e dove, parlando dell’incontro con Dori Ghezzi, la quale dopo aver ascoltato il suo particolarissimo arrangiamento di due brani storici di Fabrizio come “La Canzone di Marinella” e “Canzone dell’Amore Perduto” fece scattare l’idea del disco tributo e dell’invito ad andare a suonarli per la prima volta nella loro villa in Sardegna, in un emozionante concerto con il pianoforte sul prato davanti a circa duemila persone sedute sull’erba.

Il rapporto di Danilo Rea con la musica di Fabrizio de André è un rapporto intimo, fatto di intensa e struggente poesia come lui stesso ha raccontato in alcune interviste “Togliendo il testo resta la musica, e in De André ci sono melodie stupende. Aggiungo, il mio, cercando di non spezzare quella magia”.

Nella scaletta del concerto ci sono soprattutto brani dei primi dischi di Fabrizio, molti poco conosciuti, seguiti poi da brani famosissimi come “Valzer per un amore” che ha una melodia a dir poco emozionante, seguiti dalle immancabili “Il pescatore”, “Bocca di Rosa”, “La Canzone di Marinella”, e la sublime “Canzone dell’Amore perduto” accolti dal numeroso pubblico presente in sala con un lunghissimo, emozionato applauso.

Prossimo appuntamento il 22 novembre sempre al Teatro Acacia con il concerto di Pino Iodice e l’Orchestra Nazionale Jazz dei Conservatori Italiani special guest Billy Cobham.

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