Degenerati, come rispondere a chi ci costringe ad abbassare la testa

Amleto De Silva è uno scrittore che mi piace. Mi piace perché dopo che ho letto il suo libro Degenerati  mi sono sentito meglio, cioè, ho fumato una gran bella sigaretta ed ho pensato “ Amleto è nu figli e zoccola” . Lo è perché ha scritto cose che pensavo ma non riuscivo a dire, figuriamoci se avessi potuto scriverle. Amleto De Silva mi piace per questo: ha saputo scrivere una cosa che stava nascosta dentro di me e che non sarei mai riuscito a dire.

Degenerati  è una libro da leggere tutto di un fiato, è un un’analisi molto persuasiva che Amleto De Silva fa del Cyrano de Bergerac commedia scritta da Rostand nel 1897 ispirato a un personaggio realmente esistito, “tale Hector Savinien Cyrano De Bergerac, una capa gloriosa del Seicento, spadaccino, letterato e gozzovigliatore”. Fate attenzione, ovviamente bisogna leggere il Cyrano, ma Amleto non ha scritto la classica analisi di un testo, il libro può, e secondo me deve, essere letto da tutti, a prescindere dal fatto che si sia letto o meno il  Cyrano. Il motivo?  Secondo me sta nel fatto che Degenerati è un libro a se stante, che vive di vita propria e non ha bisogno della luce di altre opere per poter brillare. Mi verrebbe anche da dire “ma lo sai che non ha nulla a che fare con il Cyrano?”. Il libro parla di Amleto, che essendo un “guappo”, scusate, essendo un guascone, nel libro che ha amato di più ci ha messo tutto se stesso e a ha messo tutta la sua bravura, incarnata in un linguaggio ironico, con una napoletanità di altissima cultura capace di far vivere, con esempi e citazioni coltissime una Napoli ottocentesca ormai superata.

Amleto combatte e ama proprio come Cyrano. Combatte contro la degenerazione, combatte contro tutti quelli che hanno abbassato la testa per vivere nel modo più compromesso e inutile. È una invettiva contro una società che limita sempre di più la libertà individuale invitandoti ad entrare in una realtà sporca, in cui l’orgoglio è calpestato e l’inutilità è eretta come pilastro portante.

Combatte contro una società che ci chiede continuamente di abbassare la testa. Ma la testa non la si può mai abbassare, e per non abbassarla bisogna essere come Cyrano:

È il modo in cui Cirano affronta la vita: la guasconeria, insomma. Questo suo rifiutarsi di aderire alla realtà, quando la realtà non gli piace, questo suo modo di essere autore della sua vita, e non solo attore. La guasconeria gli permette, tramite il rifiuto del mondo così com’è, di esaltare, con le sue scelte, quello che altrimenti sarebbe di una mediocrità insopportabile.

 

Un pensiero riguardo “Degenerati di Amleto De Silva, un guascone napoletano

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