Il cantautore Dente allo SMAV di Santa Maria a Vico ha regalato tenta il tutto per tutto con una nuova scaletta

Anno nuovo, nuovi concerti. Il 2017 ci ha già regalato tantissimi nuovi dischi, alcuni molto attesi, e si prospetta un anno ricco di performance live. Lo SMAV, con la sua granitica e consolidata fama di live club campano e nazionale, mostra sempre un gran livello nella proposta musicale. Ci pensa Giuseppe Peveri, in arte Dente, a riscaldare l’ambiente di questo freddo gennaio.

Il cantautore fidentino, che ha da poco pubblicato il suo ultimo lavoro “Canzoni per metà” (PASTIGLIE/RCA Records 2016) sesto album in studio, arriva con i migliori propositi sotto le lampadine di Santa Maria a Vico. Molti lo aspettano proprio perché questo nuovo album è un ritorno alle origini, storie brevi e intense che riprendono sonorità da “Anice in bocca” e dalle prime produzioni. Ad ospitare il concerto è il nuovo spazio (a cui ancora non siamo del tutto abituati, noi nostalgici delle lampadine) che si riempie con lentezza e metodo. All’inizio infatti non sembra il concerto dei grandi numeri e ci apprestiamo a sentire un live intimo, ma a fine serata le aspettative non saranno smentite.

Alle 23:30 Dente sale sul palco accompagnato dal suo nuovo gruppo i “Plastic Made Sofa” che lo sta accompagnando nel suo tour e attacca subito con “Canzoncina”, pezzo di apertura del nuovo album. Non vuole però essere solo la presentazione del disco, infatti si pesca anche dai primi lavori, infatti parte “Scanto di Sirene” e “Canzone di non amore” da “Non c’è due senza te”. Il live cresce senza molti sussulti, con arrangiamenti semplici, che danno prevalenza alla chitarra con il supporto dell’organo. Il pubblico ascolta la commistione del repertorio del cantautore fidentino che non perde la sua proverbiale verve neanche quando per qualche secondo salta la corrente.

Si riscalda quando parte “Buon Appetito” con il suo coro finale che ci fa pensare tanto a Battisti/Mogol. Dente cerca di capire che tipo di riscontro ha sul pubblico questa nuova formazione e infatti gioca sulla scelta della scaletta. Si nota che mischia le carte quando punta su “Baby Building” e la unisce ai nuovi brani. Un viaggio tranquillo fino al bis che si apre con “Curriculum” e finisce con “Beato me” e a chiudere con “Vieni a vivere” con la coda della coro lasciato al pubblico. Un live godibile, che non esagera e si attesta molto sulla sua figura irriverente (è emblematica la sua passione per l’autocitazione) quello che resta è la sensazione leggera e la bellezza delle piccole cose; e Dente su questo è un maestro.

Foto di Gennaro Giardullo

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