Viaggio nel fiume della vita a ritmo di folk rock. Down the river: l’esordio dei Valerio Bruner and the dirty wheels

Down the river, pubblicato nell’autunno del 2017, è il primo lavoro discografico dei Valerio Bruner & the dirty wheels, band napoletana che affonda le sue radici artistiche nel rock di Bruce Springsteen e nel folk di Bob Dylan. Valerio Bruner (voce, armonica e chiatarra acustica) e Andrea Russo (chitarra elettrica) firmano l’EP che segna l’esordio della band, della quale attualmente fanno aprte anche Mario Scognamiglio (seconda chitarra elettrica), Mario Sosio (batteria) e Mario D’Arcangeli (basso).

Un disco essenziale, semplice, diretto, sia nella forma che nel contenuto. La scelta dell’inglese è funzionale a esprimere in maniera chiara, immediata sensazioni, suggestioni, immagini che evocano più volte la figura dell’outcast, dell’antieroe, del loser che vive ai margini della metropoli, avvolto nel buio, un buio metaforico che tuttavia non diventa mai oscurità assoluta, ma è sempre percorso da uno spiraglio di luce, da un desiderio profondo di rinascita che solo chi ha attraversato le tenebre conosce davvero.

Ed è proprio questo il fil rouge che legga le cinque tracce che compongono l’EP: il continuo mescolarsi, intrecciarsi di attimi di luce e di buio, di cadute e risalite, morte e rinascita. Emblema di questa ciclicità è il fiume, che nel suo perpetuo scorrere simboleggia il continuo mutare della vita umana. I brani, registrati in presa diretta presso il BlueBell Studio di Castellammare di Stabia, nascono dall’esigenza del cantautore di raccontare, attraverso la musica, le storie delle persone conosciute nel corso dei suoi viaggi. Il titolo Down the river, vera e propria dichiarazione d’intenti, testimonia lo stretto legame tra l’attività di cantautore e musicista e quella di autore teatrale di Valerio Buner: è tratto infatti dallo spettacolo teatrale “Nonsense a nord del Tamigi”, messo in scena dalla sua compagnia Te.co., teatro di contrabbando. L’EP, interamente autoprodotto e autodistribuito, può essere letto come n viaggio nei meandri dell’anima, che porta l’ascoltatore a scendere negli abissi più profondi insieme ai personaggi delle canzoni. La voce calda, profonda, a tratti graffiante di Valerio Bruner, insieme alla chitarra elettrica di Andrea Russo, racconta storie fatte di amori perduti, promesse infrante, desideri abbandonati come vvecchie barche sulla riva di un fiume.

“The night was darkk and the moon was bright”, prima traccia dell’EP, delinea la figura di una ragazza che cammina da sola, ai margini della notte, una ragazza senza nome in cui ciascuno può identificarsi. Il suo è un camino solitario, arduo, ma non è privo di luce, non sconfina mai nella disperazione. Il dolore della protagonista sembra trovare un rifugio negli arpeggi delle chitarre, nel ritmo dapprima più lento, poi più cadenzato, che crea un sound sempre più pieno, corposo, in un crescendo di intensità sonora ed emotiva.

In “Gone by the wind” emerge il rimpianto per le promesse infrante, trascinate via dal vento inesorabile del tempo.   Sono le promesse fatte agli altri, ma soprattutto quelle fatte a se stessi e poi dimenticate, che sembrano scorrere su un flusso di note, fra i virtuosismi delle chitarre e dell’armonica.

“Her bartender”, terza traccia dell’EP, segna il passaggio a una ritmicità decisamente più scandita, incalzante, che sembra evocare il rincorrersi dei fantasmi del passato nella mente del protagonista. é forse il brano in cui emerge con maggior forza la componente viscerale della musica dei Valerio Bruner & the dirty wheels.

“Free fallin'” è una canzone in cui amore e dolore s’intrecciano e le ombre della mente si confondono con la realtà. Ancora una volta protagonista è un’anima che si sente persa, che vaga in solitudine fra le strade di una città metaforica, un’anima in caduta libera che tuttavia non precipita mai, come se gli arpeggi delle chitarre e la voce di Valerio Bruner segnassero un percorso da seguire per non perdersi mai, come un faro in mezzo alla tempesta.

Down the river rappresenta l’apice emotivo ed espressivo dell’intero EP. Sembra quasi di vedere, riflessi nel fiume, tutti  i volti dei personaggi delle canzoni. E ciascun volto porta i segni del proprio dolore, tutta la propria storia, scritta addosso.

Non resta che indossare le cuffie e lasciarsi trasportare in questo meraviglioso viaggio musicale chiamato Down the river.

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