La grande e bella notizia è stata data due giorni fa in anteprima, in occasione dell’apertura dei lavori del convegno Il teatro “da camera” di Annibale Ruccello, organizzato a trent’anni dalla morte del drammaturgo napoletano di cui abbiamo parlato già un po’ qualche giorno fa.

La Federico II curerà un’edizione critica dei testi di Annibale Ruccello.

Annibale Ruccello ormai va considerato come un classico. Non è più un autore esordiente alle prese con messe in scena improvvisate di testi di nuova drammaturgia, ma è un pezzo di storia del teatro a tutti gli effetti. Con e come Enzo Moscato e Manlio Santanelli ha contribuito a fondare la nuova drammaturgia napoletana; nelle sue opere emergono tratti profondi e viscerali di Napoli, del decadente e fittizio benessere economico, della cultura del femminiello, della leggenda popolare, del mito, della Cantata dei pastori, della letteratura da Proust a Pinter a Pasolini.  

L’ edizione critica sarà curata dal professor Pasquale Sabbatino, coordinatore del Master in Drammaturgia e Cinematografia dell’Università, e dal professor Matteo Palumbo.

La necessità di un’edizione critica dedicata a Ruccello era viva già da anni.

Le uniche due edizioni nelle quali sono stati pubblicati i testi teatrali di Ruccello sono introvabili da tempo. Senza testi, è impossibile avviare uno studio di tipo filologico sull’autore. Anche per i semplici appassionati diventa difficile capire ciò che Ruccello era autorialmente, dovendo affidarsi di volta in volta alle singole rappresentazioni che – si sa – si realizzano in modo diverso in base a regia, interpretazioni attoriali, condizioni esterne, e mille altri fattori che non c’entrano nulla con il senso filologico, letterario, antropologico delle opere di un autore.

Le edizioni già esistenti, inoltre, non hanno un commento critico, non riportano i cambiamenti che il medesimo testo ha subito nel tempo, e hanno tante altre imperfezioni che finalmente saranno corrette.

I tempi di realizzazione del progetto non sono brevi, ma tutto sta iniziando, e sono forti le volontà dell’Università in comunione con quelle della famiglia, rappresentata dall’amico fraterno e cugino di Annibale, Carlo de Nonno.

Saranno finalmente riuniti tutti i testi di Annibale: i suoi lavori da autore (da Jennifer al postumo Anna Cappelli), i testi scritti da lui a quattro mani (per esempio L’ereditiera con Lello Guida), i testi solo abbozzati e mai finiti (Sangue misto), le versioni provvisorie o modificate di alcuni testi (Una tranquilla notte d’estate, prima stesura di Notturno di donna con ospiti), i suoi adattamenti di testi altrui (il più importante, per forza di cose, La cantata dei pastori, sul cui studio si basa molto del teatro di Ruccello).

Oltre a questa edizione critica, la Federico II si è poi impegnata nella realizzazione di un altro progetto scientifico dedicato a Ruccello: la riunione della sua personale biblioteca, con il suo materiale inedito e originale, i suoi appunti, le sue annotazioni, in un’isola umanistica da realizzare nella sede dell’Università a via Mezzocannone.

Un progetto grande, ambizioso e utile che possa permettere agli studenti, agli studiosi e ai curiosi di conoscere da vicino tutti i dettagli dell’opera di Ruccello, e che soprattutto darà un beneficio alla città tutta, che avrà la possibilità – grazie all’iniziativa universitaria – di conoscere (o approfondire) uno dei suoi migliori esponenti nel mondo dell’arte negli ultimi decenni.

Un plauso alla Federico II, che già dal 2006, con il convegno Annibale Ruccello e il teatro nel Secondo Novecento si impegna costantemente affinché la figura di Annibale sia consegnata alla sua Storia com’è giusto che sia.

19 anni. Studente di lettere moderne. Fondatore di Vaffanstudio e caporedattore di Terre di Campania. Aspirante giornalista, scrittore, enigmista, ludolinguista. Amore per il teatro e per il mio teatro, Rostocco. Passioni di ogni tipo e voglia di scoprire sempre di più, sempre di tutto.

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