I giovani attori del laboratorio teatrale di Eduardo Tartaglia di San Giorgio a Cremano si sono esibiti il 16 ottobre nelle fonderie Righetti con I sorrisi di un saggio vesuviano.

Eduardo Tartaglia ha formato giovani talenti nel suo laboratorio teatrale di San Giorgio a Cremano.

Questo progetto è stato voluto fortemente dal Sindaco Giorgio Zinno, durante il Premio Massimo Troisi dell’edizione 2017. Il laboratorio ha dato l’opportunità ai giovani dei paesi vesuviani di avvicinarsi alla comicità e alla lingua napoletana. Recitare in dialetto si sa, è molto difficile ma è l’unico modo per apprezzare una cultura come la nostra, ricca di dettagli e particolarità.

Durante dieci mesi di lavoro ininterrotto, Tartaglia ha insegnato ai ragazzi l’importanza dell’aggregazione, dell’unione, della collaborazione. Perché il primo traguardo di un regista è quello di creare una compagnia compatta, che lavori allegramente, divertendosi e divertendo gli altri. I ragazzi dal canto loro hanno appreso le lezioni di arte comica con tanta passione ed interesse. Un lavoro certosino ha permesso loro di conoscersi meglio e di perfezionarsi, riuscendo a superare i propri limiti.

Il risultato di questo lavoro minuzioso ha portato il regista a presentare il suo progetto finale martedì’ 16 ottobre nelle fonderie Righetti di villa Bruno.

Lo spettacolo I sorrisi di un saggio vesuviano ha visto in scena Cristina Di Napoli, Giovanni Simeone, Giulia Scognamiglio, Irene Isolani, Lisa Visco, Lorenzo Morino, Marica Guarino, Piero Scognamiglio, Pippo Pollio, Roberto Martina, Roberto Scognamiglio e alla chitarra Davide Brandi.

Questi giovani attori, guidati da Eduardo Tartaglia, hanno aperto le danze, omaggiando Massimo Troisi con le sue frasi più celebri.

Subito dopo una scena comicissima e molto ben strutturata. Sul palcoscenico si forma un uovo umano nel quale tutti sono racchiusi, fuoriesce solo la voce di un Pulcinella che ci mostra la sua vera natura di burlone.

Ogni ragazzo a turno intona una strofa di  De Filippo : Pulicenella sapìte chi è? …Perepè … perepè …perepè.

Perché questa maschera napoletana è un po’ in tutti noi e tutti noi ci rispecchiamo in essa. ci ritroviamo nelle sue difficoltà quotidiane, nei dolori,impegni, successi, problemi e avventure. Pulicenella è il simbolo della nostra realtà.

Fulcro del saggio è stato il connubio di più stili, si è passati dal più attuale Troisi a Viviani (Tuledo ‘e notte) e De Filippo (Pericolosamente).

Gli applausi cadono fortissimi sulle note di Bammenell di Raffaele Viviani riprodotto egregiamente dalle giovanissime attrici.

La scelta di questa canzone è molto importante per la tematica fin troppo attuale. Una donna ‘e copp’ ‘e Quartiere bella ma  fragile di fronte all’amore. Lei è costretta a prostituirsi per il suo uomo a cui perdona tutto, anche le botte.

E il commiato dal pubblico?

L’unico modo era inserire ‘Sta festa ‘o ssaje dello stesso Viviani, osannante la famosa festa di Piedigrotta da lui reinterpretata con questa canzone allegra come la compagnia che ha visto crescere dei giovani talentuosi pronti a salire di nuovo sul palco.

Nasco a Napoli nel 1981 e cresco con la passione per le arti e con una curiosità viscerale del mondo, inculcatami sin da piccola dai miei genitori. Nel 2000 mi classifico al secondo posto nella sezione narrativa per il premio città di Salerno. . Iscritta al Circolo Letterario Anastasiano, ho pubblicato per il Verso Verde una poesia dal titolo ”Residui d’Irpinia”. Ho collaborato con il giornale Dream Magazine come fotoreporter per la mostra SEVEN, svoltasi a villa Vannucchi nel 2011. Laureata in lettere moderne, insegno, con gioia e pazienza, nella scuola media.

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