Ester Carelli, giovane donna ebrea è scampata al campo di concentramento nazista grazie alla musica. Uno spettacolo scritto e diretto da Nina Borrelli.

Ester Carelli, interpretata da una splendida Marianita Carfora, ci racconta al teatro Tram di Napoli la sua storia il 28 e il 29 gennaio.

Lei è una giovane adolescente che si avvicina alla musica grazie alle canzoni del nonno e al pianoforte dell’amico paterno. Ama, riamata, un dolce biondino dagli occhi azzurri, un po’ troppo alto forse, ma dolcissimo. Compone per lei perfino una poesia e la fa ritmare dal suo professore di musica. Un fazzoletto con un’ape su un fiore blu ricamato dalla stessa Ester, è il suo pegno d’amore in regalo per lui.

L’età adulta è segnata dalla consapevolezza della morte del nonno e dall’addio del suo amato per diventare un ufficiale. Si ritroveranno anni dopo e si ameranno ancora. Si riconosceranno nonostante uno sia il carnefice l’altra la vittima di una guerra assurda.

Una guerra di uomini contro uomini, esseri viventi. Uguali ma con differenti usi e costumi, diverse religioni e lingue. Ma stesso cuore e stessa musica.

Si, la musica. L’unica forza che permette ad Ester Carelli di dare speranza a sé stessa e alle sue compagne, tra insulti e  privazioni quotidiane.

In una cornice di buio e solitudine, i monologhi e le canzoni di Marianita Carfora accompagnate dalla fisarmonica di Zack Alderman, ci forniscono uno spunto per una domanda di frequente attualità.

Come è stato possibile tutto ciò?

Come è stato possibile che uomini diventassero belve nei confronti di altri uomini, donne e bambini? L’Olocausto non solo di ebrei, ma di tanti popoli, è un tema troppo recente.

È per questo che Il teatro Tram di Napoli, si impegna con la regia di Nina Borrelli e la collaborazione di Michela Ascione, a ricordare ogni giorno questa realtà. Uno spettacolo bellissimo, permesso grazie alla produzione dell’associazione culturale Tinghel Tanghel. Una storia fitta di melodie che si alternano tra i momenti gioiosi della vita di Ester e quelli tristi nel campo di sterminio. 

La musica può renderci più forti e coraggiosi. Troviamo la nostra musica e ascoltiamola. Non permettiamo al male e alla follia di prendere il possesso della nostra vita, vinciamo su le belve interiori. Vinciamo, a suon di musica e di amore.

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