Ethnos Festival: la manifestazione artistica che unisce tutti i Sud del mondo non poteva che tenersi in Campania. Ecco un assaggio della XXII edizione.

Ethnos Festival sbarca a San Giorgio a Cremano la sera del 16 Settembre, per concludersi il 1 Ottobre a Massa Lubrense. L’evento, infatti, coinvolge anche i comuni di Bacoli, Casandrino, Massa Lubrense e Somma Vesuviana.

Il Festival, con Direttore Artistico Gigi Di Luca, si prefigge come obiettivo quello della integrazione di più culture su uno stesso territorio. Il fulcro della kermesse è il comune di San Giorgio a Cremano dove non ci saranno solo balli e canti. Venerdì’ 29 Settembre ci sarà l’incontro con lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun che riceverà il Premio Ethnos. L’importanza di questo artista risiede nella capacità delle sue opere, di unire due mondi, quello occidentale e quello mediorientale.

Ma prima della serata conclusiva, è d’obbligo un piccolo estratto fotografico che riguarda la serata di venerdì’ 22 Settembre, tenutosi a Villa Vannucchi (San Giorgio a Cremano).

Due danze completamente differenti. Due uomini provenienti da paesi lontani. Tuttavia, due culture che si mostrano ai nostri occhi con la naturalezza di un bambino e l’istintività di un animale.

Ziya Azazi è danzatore turco. La sua danza Sufi esprime attraverso il roteare su se stessi, tipico di questo ballo, le tematiche religiose del Discernimento. Questo metodo permette di raggiungere l’estasi mistica, attraverso il cerchio che viene espresso danzando. Attraverso l’utilizzo di una coreografia unica, Ziya riesce a coniugare la danza orientale con i ritmi moderni. Sembra di assistere al ballo di un torero che combatte contro un nemico immaginario, un suo demone interiore.

Fernando Anuang’a è originario del Kenya. Nell’Ethnos Festival ci mostra quando sia complessa la danza Masai. L’artista assume posture di attacco, difesa, un felino che corre verso la sua preda o si nasconde dietro il suo scudo per eludere l’avversario. Il cerchio è il punto da cui partire e dove tornare. Il simbolo dell’unione dell’uomo con la divinità.

Entrambe le danze sono un esempio di energia fortissima che si sprigiona attraverso la musica, unendo anima e corpo.

 

Nasco a Napoli nel 1981 e cresco con la passione per le arti e con una curiosità viscerale del mondo, inculcatami sin da piccola dai miei genitori. Nel 2000 mi classifico al secondo posto nella sezione narrativa per il premio città di Salerno. . Iscritta al Circolo Letterario Anastasiano, ho pubblicato per il Verso Verde una poesia dal titolo ”Residui d’Irpinia”. Ho collaborato con il giornale Dream Magazine come fotoreporter per la mostra SEVEN, svoltasi a villa Vannucchi nel 2011. Laureata in lettere moderne, insegno, con gioia e pazienza, nella scuola media.

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