L’archeorealista campano alla conquista della storia dell’arte

Evan De Vilde, classe 1973, Stellenangebote è uno degli artisti più interessanti e attivi del panorama nazionale e internazionale. Ricercatore nel campo delle intolleranze alimentari, scrittore, poeta, designer, ideatore ed organizzatore di eventi, ha partecipato a diverse esposizioni di sicuro prestigio, tra cui la 54° Biennale di Venezia, la Biennale di Firenze nel 2011 e la “Grande Napoli Arte” da lui organizzata, oltre cheap nfl jerseys ad essere presente al Museo d’Arte Contemporanea di Fonte Nuova in Roma, al Palazzo Gravina di The Napoli, al museo Sala Orsini Formello di Roma, al Palazzo Loewen di Berlino.

Il merito più grande, tuttavia, è quello di essere il cheap mlb jerseys padre dell’ archeorealismo, nuova corrente di pensiero che ha nella dimensione artistica una sua preferenziale, ma mein non unica, forma di espressione. Le opere di De Vilde vedono inseriti in un contesto contemporaneo autenticireperti archeologici, secondo il dichiarato intento di fondere livelli storici differenti e distanti, senza tuttavia mettere in pericolo l’integrità del reperto. L’elemento archeologico rimane anzi l’elemento preminente, mentre l’opera dell’artista provvede ad una “conservazione creativa”, in un continuo rimando di significati e tecniche che hanno pervaso le civiltà umane.

Dal contrasto tra l’antico e il nuovo De Vilde non ricava suggestioni metafisiche come De Chirico , ma una contemplazione dell’oggetto nel divenire cheap jerseys del tempo, dove l’oggetto è un significante rielaborabile ma sempre intatto, capace di imporre un suo proprio e inscindibile significato a seguito della sua umana o naturale determinazione. Ecco spiegata l’opera di De Vilde in cui la punta di un dardo vien posta al di sopra del segnale stradale che riporta il simbolo della freccia,  a dimostrare come tanto  l’arma micidiale Know quanto il segnale implichino i concetti di “direzione” e di “obiettivo”.

Ma l’opera forse più emblematica dell’artista campano è “Pesce fossile”,  consistente in un fossile ittico inserito in una comune scatoletta per metà aperta, recante la scritta “Conservato da 38 milioni di anni, pronto all’uso”. La creatura marina rivive così in una riscoperta seppure immaginaria funzione nutriente, la scatoletta, invece, assume una sua nobiltà quotidianità nel cheap jerseys contenere uno dei cibi più consumati nella storia umana. Un’arte, quella di De Vilde, dotata dunque una solida impostazione teorica e fortemente ancorata al fattore materico, elementi entrambi che le permettono di superare la relatività del concettuale per imporsi in tutta la sua cifra artistica.

“Quale diritto o licenza artistica abbiamo noi contemporanei per poter piegare la memoria antica a nostra immagine e somiglianza?” Si chiedeva retoricamente l’artista in occasione di una conferenza a Palazzo Gravina. Un quesito che diviene attuale grazie alla sua straordinaria opera e che si apre a significative risposte e Startujemy riflessioni sul ruolo wholesale jerseys di quel grande tiranno solitario che è l’uomo moderno.

4 pensieri riguardo “Evan De Vilde: inventore dell’archeorealismo

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