Il disco “Mandorle” del duo Fede’n’Marlen, non più suonato in chiave acustica, è un’esperienza musicale completa

Mandorle, è questo il nome del disco di Fede’n’Marlen, pubblicato a luglio 2016 per l’etichetta Europhone Records/Veloce Entertainment, prodotto da Jerry de Concilio con la produzione artistica e gli arrangiamenti di Arcangelo Michele Caso. Federica Ottombrino e Marilena Vitale, due ragazze divise spiritualmente e culturalmente tra Napoli, Granada, Buenos Aires, Rione Sanità, presentano al pubblico un lavoro decisamente differente rispetto al primo Ep “Stalattiti” prodotto da “Casa Lavica Records”.

 

Perduta la componente intima e acustica del primo lavoro, Mandorle, si arricchisce di arrangiamenti ben curati dalla maestria di Arcangelo Michele Caso, di ritmi frenetici (vedi la nuova versione di Respiro), di suoni viscerali e sinceri che richiamano ad una tradizione folk internazionale (spagnola in primis) perfettamente riconoscibile. Dodici canzoni, eseguite in modo coinvolgente, caloroso che grazie alle orchestre di archi, arpa e chitarra, e soprattutto la polifonia vocale – punto forte del duo, a volte eccessivamente strumentalizzato -, non perdono la loro raffinatezza.

Al disco hanno collaborato nomi importanti della musica contemporanea, come il chitarrista Gianni Guarracino in Maldição, la cantante tunisina M’Barka ben Taleb in Il ventre della sirena, Ciro Tuzzi degli Epo in Otto venti e la cantautrice siciliana Katres in Lucciola d’inverno (riru).

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Musicalmente parlando il disco è un prodotto di ottimo livello, curato sia nelle dinamiche che nelle armonie, figlio di una lunga tradizione e allo stesso tempo frutto di un mix di generi che si muovono tra il cantautorato, il folk-pop e la musica tradizional popolare. In effetti, nel bagaglio di influenze sonore e formazione musicale si evince la musica d’autore, i cantautori sudamericani , magici come Caetano Veloso o Adriana Calcanhotto, l’antica e saggia canzone napoletana, l’amore per gli strumenti acustici e tradizionali, la voglia di parlare ad un mondo che sembra sfuggire alla teoria dell’amore, della bellezza delle cose, della passione per la vita.

Nella loro musica Fede’n’Marlen raccontano storie che sudano amore, ironia, piccole filosofie di vita e si confrontano con un mondo che velocemente vorrebbe cancellare ogni emozione. Attraverso le canzoni il due le fermano e le mettono in musica.  Le parole per loro sono veicolo di una poesia profonda che nella dualità elimina il conflitto per dar spazio alla completezza. Il titolo “Mandorle” rappresenta proprio questo: l’unione di due mondi, il cui frutto è protetto proprio dalla spinta opposta delle due metà del guscio.

Le storie narrate in Mandorle, sono numerose, variegate e mescolano flash di vita personale delle due artiste, momenti intimi, a soggetti archetipi del folklore appartenente al loro humus culturale. Come in Corallo, brano che racconta la storia di Medusa, punita per la sua bellezza, oggetto del desiderio di Zeus; oppure, Frutti di marzo, Una canzone piena di scene di vita vissuta, dal gatto che miagola Coltrane, a domeniche da santificare ironicamente e dediche decadentiste da rigettare; o ancora Isabè, una bellissima storia d’amore ispirata dalla poesia “Sto ccà” di Eduardo De Filippo.

Mandorle è come uno scrigno che contiene al suo interno un vero e proprio tesoro, un misto di culture, idee, influenze e atmosfere che trovano nella voce di Fede’n’Marlen la chiave per amalgamarsi ed esprimersi al meglio. 

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