In occasione della presentazione di Axis Mundi, presso la fumetteria Arcanum, abbiamo fatto quattro chiacchiere con lo sceneggiatore, Kevin Scauri.

Venerdì 16 marzo si è tenuta presso gli spazi della Fumetteria Arcanum di Pomigliano d’Arco la presentazione del fumetto Axis Mundi pubblicato da Kevin Scauri e Simone Pace per il collettivo Sciame. In occasione dell’evento abbiamo intervistato lo sceneggiatore napoletano

– Kevin Scauri, sceneggiatore napoletano trasferitosi a Bologna per studiare all’Accademia del fumetto. Quando nasce la tua passione per il fumetto e con quale volume?

Ho iniziato ad appassionarmi ai fumetti perché in casa ne avevo tanti, dato che mio padre è un grande appassionato. Ancora prima di imparare a leggere l’occhio mi cadeva su quelle scene così vive e colorate. In particolare, mi colpivano Cocco Bill (l’edizione della Sergio Bonelli), per via del taglio quasi “da gioco”, e Chiara di notte,  fumetto che raccontava le avventure di una prostituta; ovviamente, non sapendo ancora leggerlo, non potevo saperlo, ma mi colpivano i disegni, il tratto cartoonesco di Bernet, il sudamericano autore di Torpedo.

Negli anni successivi mi sono avvicinato al supereroistico, al manga e al graphic novel, a fasi alterne ma senza abbandonarne mai nessuno. Più tardi ho capito che, oltre a leggerli, li volevo fare.

– Prima del trasferimento a Bologna, qual è stato il tuo percorso? Come mai questo trasferimento? Che cosa ti ha dato dal punto di vista delle esperienze e della crescita professionale?

Ho sempre bazzicato in fiere ed eventi dedicati al fumetto, da appassionato, spesso in compagnia di mio padre. Già qui ho incontrato diversi autori che mi hanno dato dei consigli. Finito il liceo, mi sono iscritto a un corso di Nuove tecnologie dell’arte all’Accademia di Napoli per avere una base di competenze nel campo grafico, da mettere a frutto nella realizzazione dei fumetti.

Finito il corso triennale, ho cercato di capire quale potesse essere il contesto più adatto per sviluppare la mia passione. Così è nata la scelta di iscrivermi all’Accademia del fumetto di Bologna. Qui, oltre alle competenze tecniche, ho avuto modo di confrontarmi proficuamente con tanti colleghi. Con alcuni di questi ho fondato il collettivo Sciame. Perciò, l’esperienza bolognese mi ha dato tanto, sia in termini personali che per quanto riguarda i contatti con il mondo del lavoro, anche perché Bologna è un centro molto importante del fumetto italiano.

– Axis Mundi, un fumetto sui generis, con un disegno molto articolato, che spezza le anatomie classiche per fondere elementi pop, industrial, kitsch, insieme a quelli fantasy e fantascientifici. La narrazione è ancora più particolare, divisa in capitoli autoconclusivi di una pagina, che vanno a raccontare la storia della fine di un universo. Come si fa a scrivere una storia del genere? Da dove viene l’ispirazione? Come si tengono insieme frammenti di un unico vetro così grande, che se ricomposto offre una così grande immagine?

L’ispirazione mi è venuta leggendo Galaxy Express di Matsumoto, che racconta di un treno che attraversa l’universo effettuando le fermate sui vari pianeti. Per ogni pianeta c’è una storia, in dodici pagine, autoconclusiva e slegata dalle altre. Quindi l’autore ha carta bianca e può dire senza vincoli tutto ciò che ha immaginato per quel determinato pianeta-storia.

Ho voluto portare all’estremo questo meccanismo, riducendo i capitoli a una sola pagina. Per farlo ho dovuto sfruttare molto la sintesi e le frasi a effetto. Ho comunque inserito personaggi ed elementi in comune tra le varie storie, per offrire al lettore un progetto più grande.

Avendo una storia da raccontare, un canovaccio e un’idea su come raccontarla, ho dovuto semplicemente mettermi a lavoro con schemi e mappe concettuali, creando prima le storie singole e poi cercando di incastrarle in una macrostoria.

– Ogni pagina di Axis Mundi porta un messaggio a tratti criptico, ma sempre sconvolgente, incisivo. Si tratta di un modus operandi tipico dello sceneggiatore o è una scelta tua, un tuo “marchio di fabbrica” per questo specifico fumetto?

Non riutilizzerò lo stesso meccanismo in maniera così esasperata, perché su una foliazione maggiore di quella di Axis Mundi risulterebbe troppo pesante. Però, dal momento che nelle mie corde c’è la tendenza a destrutturare la narrazione per rovesciarne i meccanismi, credo che in contesti adatti e in maniera più moderata lo ripresenterò.

Mi piacerebbe comunque lasciare ad Axis Mundi questa caratteristica unica, per sottolinearne l’unicità che gli dà senso.

– Nel fumetto spesso comunichi con il lettore. L’abbattimento della quarta parete è un elemento antico, ritornato in auge grazie a fumetti come Deadpool. Cosa ne pensi? Credi che coinvolgere il lettore, spingendolo a immaginarsi non solo come fruitore, ma anche come protagonista, possa essere un quid in più?

L’abbattimento della quarta parete è una tecnica molto interessante, usata anche nel cinema, ad esempio. Necessita però di una certa moderazione e circoscrizione, perché se la si usa in maniera continuativa e totalizzante il lettore finisce per avere paradossalmente “troppo spazio”, togliendolo alla storia e al narratore. Ovviamente è un discorso relativo alla poetica dell’autore.

In Axis Mundi l’ho utilizzata perché mi sembrava che nell’universo pazzo e stravolto che descrivevo ci fosse effettivamente posto anche per il lettore, che è a tutti gli effetti un personaggio di quell’universo. Non la ritengo una cosa straniante oltremisura.

– Sei uno sceneggiatore indipendente, hai lavorato con Bonelli. Qual è secondo te l’aria che tira nel mondo del fumetto italiano, dal punto di vista economico, come sviluppo e crescita del mezzo?

Dal punto di vista commerciale, il fumetto sta vivendo una golden age. Un dato: da diversi anni tutto quello che la Bonelli espone a Lucca viene venduto, tutto esaurito. Bisognerà vedere se questa bolla esploderà, ma per il momento c’è una grande attenzione al fumetto che non può che giovare all’intero ambiente.

Certo, alcune realtà – anche alcuni settori di case come Bonelli o del fumetto da edicola – sono in calo, ma il bilancio è complessivamente più che positivo.

Stanno nascendo anche nuove fumetterie e negozi online per orientare il consumatore nella scelta. Il punto però è che c’è stato uno sdoganamento della figura del lettore di fumetti, non più “nerd/geek”, ma eclettica. Lo possiamo vedere  con l’esplosione del Graphic novel. Zerocalcare e simili riescono a costruirsi uno zoccolo duro di lettori che acquistano tutto quello che scrivono. Si tratta di lettori spesso estranei al mondo tradizionale del fumetto, ma quando questi nuovi autori famosi collaborano con le vecchie case editrici riescono a trasportare il loro pubblico all’interno delle produzioni seriali.

Il pubblico è più eterogeneo, uno scrittore emergente deve saper individuare il giusto sottogruppo di riferimento.

– Consigliaci tre fumetti che reputi imprescindibili

Galaxy Express di Matsumoto. Oltre al fatto che personalmente lo adoro e che è stato fonte di ispirazione per Axis Mundi, si tratta di un fumetto di altissimo livello narrativo. Ogni pagina tocca vette liriche praticamente irraggiungibili. Bisogna leggerlo per capire. Come anche le altre opere di Matsumoto.

Poi consiglierei David Boring di Daniel Clowes, perché, sebbene sia degli anni ’90, è molto attuale e dà l’idea della direzione che sta prendendo il fumetto autoriale.

Infine, il fumettista Rathiger, che ormai è diventato un caposcuola in Italia. Lo si ritrova sempre nelle produzioni degli emergenti italiani. Ha scritto due storie lunghe, Trama e Le ragazzine, ma il meglio di sé l’ha dato nelle storie brevi. In particolare, consiglio la apposita raccolta della Coconino Fortezza pterodattilo.

Sono nato a Pomigliano d’Arco nel 1991. La mia passione per la letteratura è nata in seguito alla lettura di Zanna Bianca. Amo il realismo e tutto ciò che aiuta a comprendere la realtà. Attualmente frequento il corso di laurea in Filologia Moderna presso l’università Federico II.

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