“Canto per me, che forse ho troppi sogni, che a volte penso troppo” LePuc “Cartoline” -Lucciole (2016)

Scrivi Giacomo su qualsiasi motore di ricerca ed i primi due risultati sono due pietre miliari della storia italiana, Leopardi e Puccini. Un nome importante il suo, ha pensato Giacomo Palombino, classe ‘91 cassinate di nascita e napoletano di adozione, una laurea fresca fresca in giurisprudenza e un progetto cantautorale appena lanciato. Quando infatti, durante l’erasmus a Salamanca, in Spagna, sale sul palco ad un open mic al “Savor”, viene presentato coi nomi dei due illustri omonimi. Da qui nasce LePuc. Un cantautorato leggero, sognante e mai banale, anche se semplice e diretto. Giacomo infatti ama scrivere, ma ancora di più ama raccontare; che siano storie di passaggio alla fermata di un bus, davanti ad una birra o in viaggio.

Piccole fotografie, scene di vita quotidiana e pezzi di persone comuni. Cartoline dal presente. Infatti la canzone che chiude il suo primo Ep “Lucciole”, uscito autoprodotto nel febbraio 2016, si chiama appunto Cartoline, come quelle che si inviava a casa durante una vacanza lunga un mese in giro per l’Europa per ricordarsi dei posti dove LePuc e la sua chitarra si erano fermati. Proprio la dualità Giacomo-LePuc, le due facce della stessa medaglia, sono racchiuse in Lucciole. L’orecchiabile e fanciullesca “Scusi signor Tempo” (con un videoclip girato proprio in Spagna) apre i giochi, invocando in chiave ironica “clemenza” per il tempo che passa e che ci mette davanti all’ineluttabile crescere delle responsabilità. Dal personale al pubblico senza mai perdere di vista la dimensione umana è “Mario”, la seconda traccia, che quasi in ottica minimalista racconta le difficoltà dell’uomo comune e del suo quotidiano. E’ propria di Giacomo la capacità di cogliere le piccole cose, le sfumature di ogni giorno, e cucirle addosso a personaggi che si potrebbero tranquillamente incontrare per strada, al bar o all’università; La goccia di pioggia ne è un chiaro esempio. L’intimistica Chi sarò è un viaggio tra i sogni e i dubbi di un giovane come tanti, ancora incerto sul proprio futuro e provocatoriamente capace di dire:

“guardami bene, non sono quello vero”

Una scrittura fluida e molto ritmata, con un occhio a Silvestri e al songwriting di ultima generazione, Giacomo Palombino – in arte LePuc ci consegna racconti “illuminati” proprio come le “Lucciole” del suo Ep, capaci di venire fuori “con l’aria buona” e la volontà di “farsi ascoltare in posti belli da orecchie attente”.

Un pensiero riguardo “Giacomo Palombino, in arte LePuc

Commenta