La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica che si svolge a Venezia dal 1932 è un evento europeo dallo stesso calibro del Festival Internazionale del cinema di Berlino e del Festival di Cannes.

Vanta, da sempre, artisti di una rilevata importanza, che hanno reso la mostra famosa in tutto il mondo. Quest’anno il festival cinematografico veneziano si è svolto dal 31 agosto al 10 settembre 2016, e la cerimonia di chiusura è stata trasmessa su Rai Movie dalle 18.45. Il fantomatico Leone d’oro assegnato ogni anno è stato vinto, invece, dal film di Lav Diaz: “The woman who left”.

Andando nello specifico, tra i film candidati vi era “Le due verità”, thriller psicologico dell’acerrano Giuseppe Alessio Nuzzo, che a soli 26 anni inizia a crearsi un profilo nel difficile mondo dello spettacolo.

“Le due verità”, come detto dallo stesso Nuzzo, tratta di un genere molto poco rinomato in Italia, ma che il regista spera che, a poco a poco, possa finalmente ricevere l’attenzione che merita. Tra gli attori principali: Francesco Montanari (nel ruolo del protagonista), Nicoletta Romanoff, Fabrizio Nevola e Anna Safroncik. La trama riguarda la vita di un giovane imprenditore, Gabriele Manetti, di ritorno da un viaggio in India. Gabriele si sente, ormai, un uomo completamente diverso, la sua condizione sociale, i suoi rapporti (sia con la fidanzata che con gli amici) non lo appagano più, non lo soddisfano. L’imprenditore comincia non solo a scoprire se stesso, ma si accorge di essere tornato con un’abilità che prima non possedeva: prevedere il futuro. Come affermato dallo stesso Nuzzo, la sua volontà è quella di creare un totale scombussolamento nel pubblico, il quale dovrebbe chiedersi cosa avrebbe fatto se si fosse trovato nella stessa situazione del protagonista. Durante il mese di aprile di quest’anno ho avuto l’occasione di intervistare personalmente il regista, il quale ha esordito con un cortometraggio dedicato proprio alla sua terra natia, Acerra. Il cortometraggio ha il nome di “Primitivamente”, con la voce narrante di Giancarlo Giannini e le musiche di Enzo Avitabile. Ciò che ho potuto evincere dalle domande fattegli, è l’interesse di Nuzzo nell’inserire i giovani al mondo della regia e dello spettacolo. Già direttore del Social World Film Festival, che si svolge a Vico Equense, il regista ha lavorato, per il suo primo film, con una troupe di under 35.

Coerentemente con il genere di “Le due verità”, Nuzzo affermò, nell’intervista, che in Italia vi è una prevalenza di film riguardanti la commedia, ma che la sua preferenza è volta a film impegnativi e appartenenti,per l’appunto, al genere thriller psicologico. Nuzzo è, quindi, un giovane campano con l’interesse della regia, che sprona tutti gli interessati al mondo dello spettacolo alla realizzazione di un obiettivo. Importante il coinvolgimento dei ragazzi nella stessa produzione del film, il quale crea delle opportunità per una gioventù volenterosa di emergere.

Mi piacerebbe lavorare come giornalista, amo scrivere ma la musica ha un suo spazio del tutto personale in me, in particolare lo studio del canto. Non sono pretenziosa ma nemmeno approssimativa, scrivo di ciò che vedo, leggo e sento, con un pizzico di obiettività.

Commenta