Gorbaciof è un film del 2010, del regista Stefano Incerti. Nel cast: Toni Servillo, Yang Mi, Nello Mascia, Geppy Gleijeses, Salvatore Ruocco e Hal Yamanouchi.

“Gorbaciof” è la storia di Marino Pacileo, uomo di mezza età, contabile al carcere di Poggioreale. La vita di Marino, interpretato con una strana eleganza da Toni Servillo, è monotona, spenta e solitaria. L’uomo ha, esattamente come il personaggio storico da cui prende il nome (stroppiato), un nevo vinoso sulla fronte. Marino non è particolarmente bello, i suoi vestiti non li cambia mai, e i suoi capelli (unti e bisunti) sono portati all’indietro. Il suo passo è molto strano, a tratti ridicolo, a tratti elegante. Vive da solo, Marino, in una casa del Vasto, il quartiere napoletano a ridosso della stazione centrale di Napoli.

Dalla cassa del carcere, Marino attinge regolarmente i soldi per pagare il suo vizio del gioco. Nel retrobottega di un ristorante cinese ha infatti luogo una bisca di cui Marino fa parte, giocando a poker. Proprio nel ristorante Marino incontra, e difende da un’aggressione a sfondo sessuale, la bella figlia del proprietario del ristorante, Lila. Marino comincia a frequentarla anche se i due non si capiscono, non parlando la stessa lingua. Gorbaciof, innamorato della ragazza, le dona una somma di denaro per evitare che i debiti del padre la portino alla prostituzione. Purtroppo, il poker è un gioco basato anche sulla fortuna, e una mano sfortunata pone Marino in una problematica situazione. Dovrà infatti pagare una somma ad un corrotto avvocato, e per farlo, ricorre ad un capoguardia del carcere che gestisce traffici illeciti. Gorbaciof riceve la somma richiesta dal capoguardia, ma ad un prezzo: dovrà svolgere attività criminali.

Il poker è il solo gioco adatto ad un uomo adulto. La vostra mano contro quelle di tutti gli altri, e le mani di tutti gli altri contro la vostra.

“Gorbaciof” è una pellicola che si regge, fondamentalmente, sull’attore principale Toni Servillo. Marino parla molto poco, ma le espressioni facciali di Servillo fanno intendere quello che Gorbaciof prova. Il film di Stefano Incerti riguarda il progresso apparente di una vita che sembrava destinata ad essere triste, grigia come poche. Basti osservare l’appartamento di Marino: è vuoto. Gorbaciof, prima di incontrare Lila, è un uomo che si è lasciato andare al vizio del gioco, e sarà proprio questo che prima gli conferisce una speranza illusoria, poi, invece, solo il niente.

Per quanto possa essere violento, per le scene di sangue, l’ambiente del carcere, il film è intriso di tenerezza. Marino e Lila non parlano, comunicano con gli sguardi. Lila è dolce con lui, un uomo che nonostante le apparenze, nasconde una profonda gentilezza. Bellissima la scena in cui Marino e Lila si recano allo zoo di Napoli, e, mentre Lila osserva una tigre, afferma, rivolgendosi a Gorbaciof: “in mancanza di tigri, le scimmie si ergono a tali. Ma rimangono scimmie. Tu sei una tigre!”.

E Gorbaciof lo è davvero.

Lotta (con tutti i mezzi, più che altro illegali) per evadere dalla sua realtà, e trascinare nella sua nuova vita la dolce Lila. Però, Marino non può cambiare la realtà della sua esistenze, se segue le sue regole. Avrebbe potuto ottenere una vita migliore (forse), evitando di abbracciare la strada dell’illegalità. Ma “Gorbaciof” è un ciclo dei Vinti.

 Il film è stato presentato, fuori concorso, alla Mostra del Cinema di Venezia, e al Festival International du Film d’Amour de Mons 2011, ottenendo il “Coup de coeur” dalla giuria e il premio per la migliore interpretazione maschile a Toni Servillo. Un attore del cast, Geppy Gleijeses, ha ottenuto anche una candidatura ai Nastri d’Argento.

A proposito del titolo, parafrasando la trama del film, il “crack” è un termine che i giocatori del poker utilizzano per indicare una mano che sembrava vincente, e che invece è un flop totale. La vita di Gorbaciof è un po’ come il crack, poteva avere una svolta positiva, invece, proprio quando nessuno poteva prevederlo, subisce un tracollo.

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