Grand Food, l’arte mangiata di Elisabetta Donadono

La ricchezza dei territori e la bellezza mozzafiato delle sue eredità antiche hanno fatto guadagnare alla Campania già dalla fine del Settecento un posto influente nell’ambito dell’allora importantissimo Grand Tour europeo. È infatti altresì noto che in questa terra i percorsi artistici venissero abitualmente accompagnati a quelli gastronomici: la Campania è infatti quel luogo in cui il concetto di cibo si fonde in quello di arte. Sulle basi di ciò la giornalista Elisabetta Donadono ha pubblicato quest’anno il suo tour personale campano, chiaramente chiamato “Grand Food, l’arte mangiata”, edito da Homo Scrivens.

Attraverso una passeggiata in prima persona che parte dal cuore storico di napoli, l’autrice ci porta alla scoperta della storia e degli aneddoti più segreti dei monumenti principali della città, con un’approfondita digressione sull’arte e ovviamente sulle pietanze tipiche associate ai particolari luoghi della città: vuoi per questioni storiche, vuoi per semplici associazioni estetiche. Particolarmente interessante risulta ad esempio il paragone tra i Chiostri di Sant’ Agostino alla Zecca ed i celebri taralli al pepe, simili tra loro nella forma.

Il tour, che viene compiuto in modo circolare, porta il lettore a girare dai Campi Flegrei con i sapori del suo mare a Pompei coi suoi vini, dall’area del Vesuvio al Castello Baronale di Acerra e i suoi fagioli varietà Dente di Morto, e ancora dalla Reggia di Caserta con i bigné di mela ad Avellino con le sue carni, alla costa sorrentina per il Nocillo, per poi tornare al Chiostro di Santa Chiara, Napoli, per la ricetta di un grande classico della pausa partenopea: il caffè, ma…senza caffè. Ovvero come non rinunciare al piacere di una tazzina dell’oro nero partenopeo anche quando non ce ne sono le possibilità. In una parola, l’arte di arrangiarsi. La suddetta ricetta è stata messa nero su bianco nel Settecento da Salvatore Campisi Pistoja, che la annotò appunto nel suo taccuino di viaggio

A metà strada tra guida funzionale per turisti ai piaceri della tavola e manuale d’arte e storia, Donadono racconta con un’estrema eleganza, quasi si parlasse di una fiaba, la storia di tutto ciò che di ricco abbiamo ereditato da personaggi che non molti secoli fa’ hanno calcato le nostre orme di questo fortunato territorio. La presenza delle ricette originali di questi autentici gioielli campani, trascritte con traduzione in italiano corrente, rendono la guida ancor più suggestiva.

La scrittura è nella sua semplicità intensa, capace di trasportare il lettore ovunque la penna dell’autrice voglia, immergendolo completamente negli odori del ragù e della pastiera, dallo sfarzo del Teatro di San Carlo alla pace dei sentieri dei Monti Lattari.

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