Lo scorso dicembre è uscito il primo disco da solista del cantautore napoletano Giovanni Cinque, Hobo, registrato presso il Monopattino Recording Studio

Nel 2013 ha pubblicato l’EP La line bianca con la band Mersenne, ha partecipato nello stesso anno alle selezioni di Sanremo Giovani, ma è stato nel 2016 che Giovanni Cinque ha firmato il suo esordio con la pubblicazione dell’album intitolato Hobo. È composto da 12 tracce, unite tra loro da sonorità folk e dalla melodia accattivante tipica del pop rock. A questo lavoro hanno collaborato Alfonso “Fofò” Bruno, Peppe De Angelis, Fulvio Di Nocera, Riccardo Marconi, Paolo Terlizzi, Joseph Narangio,  Cristiano De Fabritis, Cristiano Della Monica, Floro Pappalardo, Laura Celentano, Charles Ferris e Francesco Forni, che ne hanno resa possibile la nascita.

Il termine Hobo, scelto come titolo del disco, rappresenta una particolare cultura sviluppatasi verso la fine dell’Ottocento nel Nord America, basata sulla figura dei cosiddetti “lavoratori nomadi”. Questi mettono al centro della propria vita la libertà e la condivisione, fuggendo da un posto all’altro non per allontanarsi dalle fatiche quotidiane, ma dallo schiavismo e le restrizioni che la società comporta. Esempio lampante della forte complicità presente nella comunità hobo è l’utilizzo di specifici simboli, da parte di coloro che sono in procinto di lasciare un determinato luogo, per segnalare ai propri compagni cosa potranno trovare in quella zona. Tutto ciò è il perno attorno a cui ruotano le musiche e i testi composti dall’artista partenopeo, nonché la copertina dell’album, su cui è raffigurato uno dei simboli sopra citati.

La canzone che dà inizio a questo viaggio musicale s’intitola La Guerra e racchiude in sé le caratteristiche principali presenti nell’intera produzione: un sound travolgente che trascina l’ascoltatore in un’atmosfera soffusa, quasi sentendo sulla propria pelle l’odore di sigarette e di un ottimo vino; una leggera e flebile malinconia che lascia il posto ad un barlume di speranza, la consapevolezza dello splendore della vita che frena il pessimismo della quotidianità. In particolare è quest’ultimo aspetto ad essere quella che può essere definita la costante di questa formula ben riuscita.

Due canzoni che rispecchiano in pieno il cuore pulsante della cultura hobo sono La Città in Fiamme e Sogna Ancora, dove da un lato prevale il sentirsi incatenati in una società che schiavizza il più debole e dall’altro la voglia di riscrivere la propria storia sconfiggendo il buio dei propri giorni. La loro intensità colpisce, tocca le corde più intime dell’ascoltatore, portandolo ad immedesimarsi in toto nelle parole pronunciate, divenendo il protagonista di un viaggio verso mete lontane per riscoprire se stesso e la bellezza della vita.

 

Nata nel 1997 a Caserta. Pianista a tempo pieno, scrittrice da sempre e instancabile viaggiatrice. Porta sempre con sé un’agenda e una penna per poter immortalare tutto ciò che la colpisce.

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