Esce il 31 marzo “Archivo General De Indias”, l‘album d’esordio dell’Hub Quartet. Presentazione live: martedì 4 aprile al Cellar Theory di Napoli

Un titolo in sé evocativo ed esaustivo quello dell’opera prima del gruppo Hub Quartet: “Archivo General De Indias”. Un lavoro interamente dedicato alla musica latino-americana, in uscita per la Skidoo Records, venerdì 31 marzo, nei migliori negozi di dischi ed in tutti gli store digitali. Distribuito da Audioglobe, il disco prende il nome dell’Archivio delle Indie, luogo realmente esistente a Siviglia, in Andalusia, e simbolo amministrativo della colonizzazione del Nuovo Mondo. Un titolo simile fa dunque da significante e all’approccio filologico della band, nel suo sforzo di fornire un quadro completo della varietà musicale del Sud America, e del suo desiderio di ricerca ed attualizzazione di un genere troppo spesso rinchiuso in rigidi stilemi.

Il tentativo, quindi, è quello di dare alla tradizione latino-americana un volto nuovo, seguendo l’eredità di due maestri del ‘900: l’argentino Astor Piazzolla ed il brasiliano Hermeto Pascoal, due compositori apparentemente agli antipodi, sia per origine etnica che per finalità estetiche. Se il primo impiega il tango argentino come “pretesto” per sperimentare, arricchendo lo stesso con influenze provenienti dalla musica colta e contemporanea, il secondo recupera le formule musicali più primitive della sua terra, vestendole di freschezza. Ed è su questo doppio binario – arricchimento e recupero dell’elemento popolare – che l’Hub Quartet costruisce un ampio mosaico, completato da brani originali “in tema” ed altri dal sapore direttamente o indirettamente latino, come quelli di Gilberto Gil e Charlie Haden, senza mai prescindere, però, da una coerenza timbrica e linguistica d’insieme.

Non manca di arricchire il quadro, già di per sé variopinto, un background così diversificato come quello dei rispettivi musicisti in questione: la fisarmonica e l’accordina di Rocco Zaccagnino ne ispirano la componente popolare; il contrabbasso di Gianluigi Pennino, con uso dell’arco all’occorrenza, accosta all’aspetto primitivo della musica quello più sofisticato di discendenza colta ed europea; tra questi due estremi, dunque, si collocano la chitarra di Bruno Tescione e la batteria di Giuseppe D’Alessandro che rappresentano il ‘900 stesso, per le loro peculiarità, che rimandano inevitabilmente al jazz, terra di confine tra tutti i generi musicali.

Spiega Giuseppe D’Alessandro

L’incontro tra le nostre rispettive esperienze è nato in modo molto naturale. Negli anni ci siamo trovati ad affrontare un repertorio vastissimo che abbracciava svariati generi, dal jazz alla musica d’autore, dal funk al blues, oltre ovviamente ai brani di Piazzolla e di Pascoal. Alla fine anche le cose più ‘al limite’ rispetto al materiale registrato in Archivo General de Indias, hanno contribuito a determinare il nostro suono, e credo che l’album rispecchi in pieno la poliedricità che ci caratterizza. La sfida è stata quella di attribuire un suono unico a un repertorio molto diversificato, cercando di trovare il giusto connubio tra l’idea originale degli autori ed il nostro mondo espressivo. È questo che ci ha permesso di dare una veste nuova a brani che, di primo acchito, appaiono intoccabili.

Edito da Skidoo Records nel 2017 ed interamente auto-prodotto, registrato e missato nel mese di marzo 2016 presso lo studio Jam Factory di Padula (SA) da Mario Perazzo e Giovanni Rago, il disco “Archivo General De Indias” sarà presentato ufficialmente, martedì 4 aprile, al Cellar Theory Live (Vico Acitillo, 58) di Napoli. Ingresso libero.

L’Hub Quartet, composto da Rocco Zaccagnino, Bruno Tescione, Gianluigi Pennino e Giuseppe D’Alessandro, nasce nel 2012 dall’incontro di alcuni musicisti campani e lucani. Provenienti ciascuno da ambiti musicali differenti, dalla classica al jazz, dal blues alla musica popolare, i quattro trovano nel tango e nella musica di Astor Piazzolla un comune denominatore in cui mettere in campo tutte le proprie abilità espressive. La giovane età e la passione permettono loro di crescere insieme, ampliando il repertorio verso il jazz, la musica francese e brasiliana, e iniziando anche ad affrontare la composizione di brani originali. Forti di queste qualità sopraggiunte, suonano regolarmente in club e festival del sud Italia, riscuotendo sempre notevole successo. Nell’estate del 2016 entrano in studio per registrare il loro primo album. Il disco, chiamato “Archivo General De Indias”, è incentrato sulla musica latino-americana, in particolare nelle sue sfumature argentine e brasiliane, muovendo dalle composizioni di Astor Piazzolla ed Hermeto Pascoal, che fungono da base anche per il resto del repertorio. Il titolo del disco richiama l’Archivio delle Indie di Siviglia, un luogo in cui sono conservati i documenti relativi all’Impero Spagnolo nelle Americhe: esso è quindi il simbolo di una visione enciclopedica della musica sudamericana, spesso confinata in modi e stilemi diventati nel tempo luoghi comuni, ma che anzi nasconde delle gemme di notevole spessore intellettuale. Gli Hub Quartet intendono rifarsi a questa visione complessa e poco conosciuta del Sud America.

 

 

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