Humans of Naples, un progetto fotografico che racconta Napoli attraverso i volti dei suoi abitanti

Humans of Naples è un progetto che nasce nel 2013 ispirandosi a Humans of New York, ma sviluppando nel tempo una propria identità unica e fortemente personale. Oggi sono più di 500 le foto raccolte. Ciascuna foto ritrae un volto e ogni volto racchiude una storia. Sono le storie che parlano delle vite dei napoletani,  ritratti nei contesti a loro più familiari, come il bar in cui giocano a carte con gli amici, il proprio negozio o il vicolo in cui abitano…

Così Humans of Naples riesce a dipingere un quadro variegato di quella che è l’umanità pulsante di Napoli. Una sorta di enorme mosaico della città, composto da centinaia di tasselli diversi. Ciascuno rappresenta un piccolo frammento fondamentale di questa città complessa e affascinante, troppe volte vista attraverso la lente del pregiudizio e degli stereotipi.

È questo, infatti, uno degli obiettivi del progetto: quello di rompere le barriere del pregiudizio e spingere le persone a guardare oltre, per far conoscere a tutti la vera realtà di Napoli e dei suoi abitanti come ci ha spiegato in un’intervista Vincenzo Noletto, fondatore, anzi “papà” di Humans of Naples.

 

– Vincenzo, com’è nato Humans of Naples?

Humans of Naples é nato quasi per caso, da un’idea che mi è venuta in un giorno qualunque, mentre lavavo una padella. Avevo da poco perso il lavoro e, tornato in Italia dopo un viaggio in Irlanda, mi imbattei nella pagina Humans of New York. Così pensai di ricreare un progetto simile a Napoli e incominciai a scattare foto ai napoletani che incontravo tutti i giorni nelle strade della città. Inizialmente erano dei semplici ritratti, poi mi sono reso conto che mancava qualcosa, che quei volti, da soli, non riuscivano ad esprimere abbastanza. Decisi quindi di apportare qualche modifica all’idea originaria. Ho ideato una piccola intervista, formata da quattro semplici domande che creano una sorta di  ponte tra la persona fotografata e chi guarda, perché sono domande che riguardano ogni essere umano. Chiedo quale sia la cosa più bella che abbiano fatto nella vita, quale la cosa più brutta, che cosa amano fare e che cosa invece odiano fare. A volte capita che qualcuno non riesca a rispondermi subito, perché può sembrare strano sentirsi rivolgere domande così personali da uno sconosciuto. Eppure, proprio per questo, le persone rispondono sempre con sincerità: a volte dire la verità ad uno sconosciuto è più facile.

– Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a dare vita a questo progetto?

Ho iniziato a scattare foto ai napoletani perché volevo mostrare al mondo come sono le persone che si possono incontrare ogni giorno per le strade della città.  Volevo raccontare la città attraverso i volti dei suoi abitanti. Penso che troppo spesso camminiamo per le strade della città senza guardarci attorno, senza guardare negli occhi le persone che incontriamo, troppo spesso tendiamo ad etichettare le persone in base a come appaiono, rinchiudendole in delle categorie create da noi. Ma ogni essere umano rappresenta un microcosmo, ciascuno ha una sua storia unica, che lo ha reso quello che è oggi. Il mio obiettivo è quello di spingere le persone a superare le barriere del pregiudizio, a guardare oltre, ad essere sempre curiosi di conoscere in profondità l’animo della città  e delle persone che la abitano. Attraverso Humans of Naples ho scelto di dare un volto alle strade di Napoli, per creare una sorta di enorme album fotografico, che rappresenti la città nella sua vera essenza, senza nessun filtro.

– In questi anni hai fotografato moltissime persone. Esiste, secondo te, qualcosa che accomuna tutti gli “Humans of Naples”?

Le persone che fotografo sono molto diverse tra loro, non hanno veramente nulla che le accomuni. Non sono neppure tutti napoletani, ci sono persone che magari si trovano qui per motivi di studio o di lavoro, o per motivi affettivi. Ma tutti, in qualche modo, sono legati alla città di Napoli, ognuno, a suo modo, rappresenta la città, ognuno è un tassello di un enorme puzzle. Quindi l’unica cosa che li lega è Napoli. Loro sono Napoli.

– Qual è la caratteristica più importante per un fotografo di strada?

Credo che la caratteristica fondamentale di un fotografo di strada sia la curiosità e la capacità di  cogliere i piccoli particolari che nessuno nota. Le foto più belle spesso nascono casualmente, anche nei contesti più semplici, molto dipende dalla capacità di guardarsi attorno. Il compito di un fotografo di strada è quello ci raccontare la città così com’è, senza nessun filtro, perché la strada è lo specchio della città.

– Che importanza rivestono i luoghi della città nelle tue fotografie?

Rivestono un’importanza fondamentale. In tutte le foto, c’è uno stretto legame tra la persona ritratta e l’ambiente in cui si trova. Le strade, le piazze, i vicoli di Napoli, non rappresentano solo uno sfondo, ma sono parte integrante della foto. Penso che ciascuno di noi sia profondamente influenzato dall’ambiente in cui è cresciuto. Il nostro modo di parlare, di vestirci, di comportarci, dipendono anche dal luogo in cui abbiamo  vissuto per tanti anni. Quindi quei volti, quelle persone, non sarebbero così come sono senza quei posti.

– Da tre anni circa porti avanti questo progetto da solo. Sicuramente è un impegno notevole, che richiede tempo e totale dedizione. Che cos’è che ti spinge a continuare?

L’amore per questa città. A Napoli ci sono molte associazioni di volontariato, che operano in diversi settori. Anch’io, da fotografo, ho scelto di fare qualcosa per questa città, ho scelto di raccontarla attraverso le immagini, per presentare al mondo i napoletani. Humans of Naples è il mio modo di ringraziare Napoli, una città che mi ha ospitato per tanti anni e che ormai considero come la mia seconda casa.

Commenta