Mistero, orrore e quadri visti con gli occhi di un ragazzino nell’inquietante racconto Lidia Del Gaudio.

Il male fa parte della Vita e della Storia. Ogni crescita passa anche attraverso la coscienza degli aspetti ignoti, dolorosi e incontrollabili della realtà. In particolare, quella delicata fase di passaggio tra l’infanzia e l’adolescenza.

Storia, mistero, orrore, arte, passato e presente: gli ingredienti ci sono tutti. Nel suo I colori del male (prodotto  nell’ambito dell’interessante progetto editoriale lettere animate) Lidia Del Gaudio, scrittrice nata a Napoli, dà vita a un racconto potente e inquietante, un thriller in cui le epoche storiche si rincorrono intrecciandosi e riversandosi nel presente.

Milo, il protagonista, è un ragazzino di undici anni che ha da poco perso la madre. Insieme al padre, distratto e perennemente immerso nel lavoro, va in vacanza dal nonno, in un paesino rurale vicino Perugia. Un territorio gradevole ma solo apparentemente lontano dalla corruzione della città, forse proprio per questo il set ideale per un oscuro mistero.

Insieme a Daniela, di poco più grande, Milo scopre una casa abbandonata e lugubre, da dove, una volta intrufolatosi, non resiste alla tentazione di portar via degli oggetti. Tra questi oggetti c’è anche un misterioso recipiente cilindrico…

I colori del male sono anche quelli stesi sulla tela da André Dubois. Parallela alla storia di Milo, infatti, quella di un ambiguo pittore vissuto a Parigi nella seconda metà dell’ottocento. Quell’inferno barocco che fu la sterminata periferia parigina è la sua costante ispirazione. In particolare, lo ossessionano i bambini mendicanti. Dipinge sette quadri raccapriccianti, prima di ritirarsi nell’idillio della campagna provenzale e poi umbra. Ogni quadrò sarà al centro di una storia tragica.

Tra cantine claustrofobiche, sangue, lamenti e fatti agghiaccianti, il mistero si infittisce fino a originare una vera e propria spirale di incubi, sullo sfondo dell’angoscia di un preadolescente per un lutto difficile da elaborare.

Lidia Del Gaudio mischia sapientemente passato e presente, sogno e realtà, spianando contemporaneamente la strada a un tortuoso romanzo di formazione. I colori del male è un romanzo che stringe la gola, che soffoca il lettore con la sua angosciante claustrofobia, che infonde inquietudine e senso del mistero. Che infonde anche coraggio, ultimo rifugio davanti al Male della Storia.

Un pensiero riguardo “I colori del male: la pittura immortala il dolore

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