Napoli si colora di musica folk grazie ai Postcards

È difficile proporre musica nuova, diversa. È difficile “rischiare” che un locale resti vuoto. È difficile, eppure la caparbietà e la tenacia alla fine premiano. Il 5 febbraio a Napoli hanno suonato per la loro prima volta i Postcards, band Indie-Folk proveniente dal Libano. Ad ospitarli è stato l’U-Turn, sotto la guida artistica di Giuseppe Fontanella.

La serata è iniziata con lieve ritardo, il locale era già gremito durante il sound-check della band che, tra una prova suoni e una chiacchiera col pubblico ha subito messo a proprio agio i presenti. L’U-Turn infatti, ancora una volta, si dimostra un locale capace di abbattere le barriere che separano l’artista dal suo seguito, eliminando, almeno virtualmente, il limite del palco e creando un’atmosfera familiare e suggestiva che la buona acustica del locale amplifica notevolmente.
Probabilmente non poteva esserci situazione migliore per i Postcards, accolti da un numero di persone oltre le aspettative, all’attivo da poco meno di tre anni. Il concerto inizia con Origami, brano proveniente dall’EP What Lies So Still, cantato in polifonia da tutta la band, e che subito trasmette l’identità folk e delicata del gruppo. Notevoli i musicisti, precisi, dinamici, sicuri di sé; eccezionale la voce di Julia, pulita, malinconica e ferma al punto giusto. La serata è andata avanti per più di un’ora, in cui gli artisti libanesi, tra una canzone e un’altra hanno interagito con il pubblico presente, prima pregandoci per un trancio di pizza (dato che l’indomani sarebbero partiti al mattino presto), poi raccontandoci la loro esperienza musicale tra la Spagna, il Portogallo e il Libano.

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