Estro, vendetta, furori

Nell’ambito artistico sono diversi i campi in cui il talento campano esprime al meglio la propria professionalità e passione. Tra queste, il teatro è senza dubbio tra i più apprezzati all’estero. La città di Napoli vanta ogni anno la formazione di molte compagnie professioniste, e i numerosi teatri presenti sul territorio propongono stagioni d’alto livello artistico e un’ampia varietà di generi.

Il Teatro Stabile, associazione da sempre presente nella scena artistica campana, è l’esempio lampante dell’importanza del teatro per la città partenopea. Reduce da un enorme successo in Russia con Il giardino dei ciliegi di Cechov, il direttore del Teatro Stabile Luca De Fusco stupisce con una rassegna 2015/2016 incentrata sull’uomo con tutte le sue debolezze. Alla sua prima stagione da Teatro Nazionale, lo Stabile propone un palinsesto costellato da un’enorme varietà di opere, come commedie classiche, nostrane e i fiori all’occhiello del teatro contemporaneo. Forte la scelta di aprire la rassegna con una rivisitazione del regista Francesco Saponaro di In memoria di una signora amica, tratta dall’opera di Giuseppe Patroni Griffi, che affronta gli attuali temi di emigrazione, di fuga dalla città-rifugio e del conflitto generazionale, dando un diretto segnale di rinnovamento al pubblico: questa stagione dello Stabile crede nel teatro come in unamacchina rivoluzionaria, capace di lasciare lo spettatore immobile in poltrona durante lo spettacolo, ma con gli occhi ben aperti una volta calato il sipario.

Immancabile il riferimento a Shakespeare, con un’interessante riscrittura di Ruggero Cappuccio di Sogno di una notte di mezza estate, per la regia di Claudio Di Palma, che vanta la presenza di Lello Arena nei panni del protagonista, e con il Re Lear di Giuseppe Di Pasquale. Non mancano le opere greche: Medea di Euripide, nella versione di Gabriele Lavia e Orestea di Agamennone, per la regia dello stesso Luca De Fusco.

Tra le opere simbolo del teatro nostrano che si guadagnano ogni anno un posto nel palinsesto, quest’anno spicca l’intramontabile Filumena Marturano di Nello Mascia.  Oltre al riadattamento di Patroni Griffi, colpisce nell’ambito del teatro contemporaneo ancora una volta Ruggero Cappuccio con Spaccanapoli Times, un’irriverente commedia sulla crisi etica della nostra epoca, sul sentimento di alienazione di una comune famiglia di Napoli nei confronti della società. Al di là dell’assoluta unicità dei riadattamenti, è degna di nota la costante presenza di debutti: il Teatro Stabile, infatti, si occupa anche di formazione, con una scuola che ogni anno regala al palcoscenico attori e registi appassionati e consapevoli della grande arte che interpretano dalla sua primaria forma di intrattenimento a quella che, sviluppandosi, diventa uno specchio capace di mettere l’uomo davanti alle proprie emozioni.

Laureanda in Scienze della traduzione presso l’università La Sapienza di Roma, dove si interessa di traduzioni dalla lingua russa e ceca. Appassionata di scrittura, cinema e teatro, rivede nella sua terra le più ampie espressioni tradizionali ed innovative dell’arte.

Commenta