Mathì ci presenta Figura: tra musica, fotografia e poesia

Mathì è il progetto poetico-musicale del partenopeo Francesco De Simone. L’idea, nata nel 2008, unisce musica e poesia con risultati molti evocativi. Dopo aver inciso Petali ridenti (autoproduzione, 2010) e (in) quiescenza, pubblicato nel 2013, è uscita per la Octopus Records di Giuseppe Fontanella (24 Grana) Figura, una nuova opera in cui si affronta il tema delle storie racchiuse e raccontate dai volti di gente comune. Francesco è stato disponibilissimo a concederci una chiacchierata virtuale per spiegarci qualcosa della sua arte.

 

Mathì è il tuo progetto musicale, ti andrebbe di raccontarci come è nato e chi sono i musicisti con cui collabori?

Il progetto Mathì cerca di mescolare l’arte musicale e quella poetica. E’una fortuna aver avuto le spalle irrobustite da musicisti straordinari. Attualmente gli amici che formano la band sono Antonio Marano, pianista serafico e sognatore, che mi segue dagli esordi, Antonella Bianco, chitarrista, che, con il progetto Coma Berenices ha appena sfornato il primo ep, Delight, Dario Menna, formidabile bassista che ha suonato in numerosi progetti e infine Francesco Tedesco, il quale, nella band suona la batteria ma è a sua volta la mente dei Danamaste e fondatore dell’etichetta “Imakerecords”.

Le parole sono una componente molto importante nel tuo lavoro, quali letture pensi che abbiano influenzato il tuo modo di rapportarti al testo?

Sono un appassionato di poesia. Mi viene naturale imparare dai grandi maestri della poesia del Novecento come Montale, Ungaretti e tantissimi altri. Da non sottovalutare la mia attenzione, morbosissima, per la psicologia. Me ne servo per caratterizzare i personaggi,i quali rappresentano tutti, dei frammenti del mio “io”.

Musicalmente, invece, il lavoro rimanda a stili diversi: ci sono brani che passano dal rock alternative al dark, sfiorando il pop d’autore, condite da suoni potenti. Da dove nasce questa varietà di soluzioni?

Volevo, attraverso Figura, essere molto più diretto rispetto ai lavori precedenti. Il disco parla dell’uomo, delle sue contraddizioni ed esse sono pesanti come il marmo. Ho cercato suoni forti che strizzano l’occhio al rock alternative e al pop.

L’intervista continua su Music Coast To Coast

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