Un progetto musicale promettente tra folk e musica d’ambiente

Blindur, progetto musicale del duo Massimo De Vita e Michelangelo Bencivenga, orgoglio della nostra bella Campania. Sono attivi da oltre un anno e hanno collezionato nel loro curriculum tantissimo concerti, premi importanti e recensioni positive. Ho avuto la fortuna di conoscerli durante i loro live e ora di poterli intervistare. Ecco la nostra chiacchierata:

Ciao ragazzi, è un piacere fare due chiacchiere con voi. Vi chiedo di presentarvi e di dirmi da dove e come nasce il vostro progetto.
Abbiamo fissato la nascita di Blindur convenzionalmente il 2 maggio 2014, data del nostro primo concerto, eravamo vicino ravenna per il raduno nazionale del fan club italiano dei Sigur Ros. il progetto è nato in realtà un po’ di mesi prima, quando abbiamo iniziato a ragionare sulla possibilità di suonare alcune canzoni che già erano scritte. Poi c’è da dire che suonavamo insieme già da parecchi anni, in varie band, quindi in un qualche modo le fondamenta erano già pronte.

Mescolate musica folk e pop con inserimenti rock di tanto in tanto, qual è il collante per questa miscela che sembra funzionare alla grande?
Il nostro back-ground musicale è molto vario: da un lato il punk, il blues delle origini, il country, il post rock, la scuola cantautorale italiana, l’elettronica in genere, il folk irlandese, l’indie, il rock e il pop inglese… insomma non si può dire che non ci piaccia ascoltare musica! il riuscire a mescolare questa infinità di roba è un po’ una conseguenza naturale e, se l’esperimento riesce, è solo merito della voglia di divertirci e di creare qualcosa di particolare.

All’attivo avete un EP, a quando un CD?
Speriamo presto, è difficile sbilanciarsi troppo su questo argomento. Quello che è certo è che abbiamo abbastanza canzoni per un disco e tantissima voglia di fare, per il resto si incrociano le dita e vediamo che succede!

Foto di classe è un po’ il vostro cavallo di battaglia, cosa si nasconde dietro le parole e la musica di questa canzone?
Forse nulla che non si possa già ascoltare nella canzone stessa! notti insonni, ricordi di qualcosa di lontano, ma poi mica troppo, la voglia di non incatenarsi a qualcosa che è stato, il desiderio di non vivere nel passato, che è un errore che commettiamo un po’ tutti certe volte senza rendercene nemmeno troppo conto. Nella musica c’è tanta roba che ci piace e il brano, a essere sinceri, è venuto su con una naturalezza e una semplicità che è sicuramente rimasta incastrata poi tra le note e le parole. Recentemente un nostro fratello cantautore e musicista diceva che in “Foto di classe” c’è qualcosa di magico e forse è vero, ma vi assicuriamo che noi non abbiamo fatto nessun incantesimo!

Qual è l’esperienza musicale che ricordate con più piacere? C’è un live o un incontro che vi ha segnato profondamente?
Questa è una domanda davvero difficile! In un anno di live abbiamo vissuto molte esperienze mitiche, abbiamo condiviso il palco con tantissimi amici musicisti come Joseph Fol (p.o.p.p.o.), Cè, il collettivo Be Quiet, Lelio Morra (JFK e la sua bella bionda), Le strisce, Johnny Rayge; siamo stati open act di tantissimi artisti di rilievo come Dellera, Diaframma, Il disordine delle cose, Tre allegri ragazzi morti e, proprio il set suonato prima dei TARM lo scorso 30 aprile al comicon di napoli, è stato sicuramente tra i più sorprendenti: un teatro pieno, l’emozione a 3000, la gente che cantava le nostre canzoni, gli abbracci con i Tre allegri nel back stage… insomma davvero una meraviglia! Poi ci sono i live fatti in Francia proprio con Joseph Fol e quelli in Irlanda dove abbiamo incontrato persone attentissime alla nostra musica e, di tanto in tanto, anche qualche italiano che addirittura già ci conosceva! Tuttavia l’esperienza che portiamo nel cuore è senza dubbio il live dello scorso novembre al Gattò di Milano, dove l’accoglienza fu straordinaria, una di quelle serate che lasciano un’energia super positiva tutto intorno e che ti fanno pensare “se questo è solo l’inizio, allora possiamo solo darci dentro sempre di più!!!”.

Credete nell’utilità sociale oppure terapeutica della musica?
Assolutamente si! Sembra una banalità, ma pensiamo davvero che la musica abbia il potere di “salvare” le persone o comunque di influenzare positivamente o negativamente la gente. Questo è anche un po’ il motivo per cui cerchiamo di parlare nelle nostre canzoni di cose che in un qualche modo riguardano chiunque, con parole semplici che appartengono alla quotidianità. Fortunatamente sul nostro territorio ci sono delle realtà che si occupano di musica e di sociale con dei risultati innegabili come succede per l’associazione Illimitarte e il progetto dei Bidonvillarik, consigliatissimi da Blindur, che danno ogni giorno un segnale forte di speranza a ragazzi e ragazze che vivono un territorio spesso molto, troppo, difficile.

Quali sono i vostri progetti futuri?
Abbiamo una favolosa estate alle porte, ci aspettano festival e live in giro come sempre, presto voleremo in Irlanda per un festival meraviglioso di portata europea al quale siamo stati invitati, il body and soul festival, e saremo gli unici italiani in cartellone! Speriamo ovviamente anche di trovare il tempo per registrare e tirare fuori qualcosa di super per l’autunno. Per il resto chi vivrà, vedrà!

Potete ascoltare il duo sia su youtube sia su tutti gli store e le piattafomredigitali. Consiglio vivamente di seguire la loro pagina facebook su cui sono molto attivi. Chissà magari un domani potreste vederli su palchi importanti e potrete dire “Io li conoscevo fin dall’inizio”

2 pensieri riguardo “Intervista: Blindur, tra folk, note e parole

Commenta