Fate, sirene e samurai cantate da una delle voci giovani più belle di Napoli

5, un faccione che è un piacere a vedersi, sempre sorridente e allo stesso tempo determinato. Ha debuttato con il suo singolo Gioia, poi seguito dal disco Posillipo interno 3, ed ora si “mette nuovamente in mostra” con il suo ultimo lavoro: Fate, sirene e Samurai. Una persona speciale con cui non vedevo l’ora di fare due chiacchiere, ecco cosa ci siamo detti:

Ciao Tommaso, è passato un po’ di tempo da quando hai fatto sentire la tua voce in pubblico, vero? Ricordo ancora quando stupisti tutti con Gioia e poi con Posillipo interno 3. Ora con il tuo nuovo disco Fate, Sirene e Samurai, uscito il 27 Novembre torni nuovamente in scena. Cosa ti aspetti da questo album di dieci tracce?

Ciao amico mio. Gioia e Posillipo interno 3 le ho scritte quando avevo quindici anni, ho aspettato che crescessero con me per poi farle ascoltare al pubblico. Grazie per averle ricordate, mi hanno dato tanto. Ora si riparte, come hai detto tu, da Fate, sirene e samurai, un disco di dieci canzoni, scritte con una maturità stilistica differente che mantiene, però, quell’anima fanciulla un po’ un invadente che fa parte del mio essere. Cosa mi aspetto? Che arrivi a più gente possibile e di trovare persone simili a me con cui condividere sogni, emozioni e pensieri. Solo questo…

Come mai questo titolo? Cosa accomuna i tre personaggi (Fate, Sirene e Samurai) che lo compongono? Parlacene.

Il disco ha tre anime: una brasiliana, tropicalista, rappresentata dalla “fata”, una partenopea, che vede nella “sirena” il suo emblema e, infine, una nipponica, il “samurai” ovvero tutti i cartoni animati giapponesi che tanto hanno dato alla mia formazione culturale.

Il disco è stato annunciato con l’uscita del video di Prayer for Kumbaya, ci pare di capire che a questa canzone tieni molto, vero? Uno scugnizzo napoletano cos’ha in comune con un bambino proveniente dalla grande mamma Africa?

No, non è la canzone a cui tengo di più ma ho fatto un passo indietro nella scelta del singolo, perché credo sia importante ritornare in una società, dove la musica torni a parlare di attualità in maniera feroce, con un ruolo centrale  nell’influenza culturale e ideologica delle persone. La dedico a chi esulta per le morti, a chi vuole la guerra, a chi fa differenza fra essere umani.

Il disco è ricco di collaborazioni, da Dario Sansone a Fede ‘n’ Marlen, quanto sono importanti, nel campo della musica, le relazioni tra artisti? E’ meglio fare gruppo? Chi tra questi artisti ti ha particolarmente ispirato durante la tua carriera?

Le collaborazioni devono avvenire soltanto se veramente sentite. Dario Sansone è un fratello maggiore per me, una persona priva di qualsiasi forma di gelosia o cattiveria, un essere umano raro che ho avuto l’onore di conoscere e che tanto mi ha aiutato nella realizzazione di questo nuovo disco. Fede’n’Marlen, invece, le ho cercate tantissimo, le ho volute prima ancora di conoscerle personalmente e ti svelo un segreto, prima ancora di ascoltarle.  La mia anima mi ha portato a loro e sapevo che sarebbe nata un’intesa. Federica è una principessa, dolce e buona, Marilena, invece, una guerriera dal cuore buono con una sensibilità straripante. Non dimentichiamoci, però, di un altro grande talento che ha duettato con me nell’album, ovvero Danise, un pianista straordinario, tra i più grandi talenti che Napoli ha da offrire al mondo. Sai cosa mi piace di questa nuova scena, che siamo fortemente uniti fra noi e ci vogliamo bene, almeno io voglio bene a tutti.

Voce brillante, sguardo sognante, sensibilità ironica e pungente ma tanto, tanto calda e profonda, chi è Tommaso Primo? Cosa legge? Cosa ama? Cosa lo fa star bene?

Io dico sempre, di essere tre persone in una e con questa nun vulesse fa incazzà il Padreterno che un domani mi chiederà i diritti d’autore. In me c’è Tommy, il mio lato bambino, sogna di fare il supereroe e ha avuto l’onore di vedere Napoli da un punto di vista molto privilegiato per uno che per lavoro si occupa di raccontare. Da piccolo, infatti persi papà, e sono cresciuto nel ristorante di mio nonno fra gli ormai famosi geni analfabeti (clienti strambi, parcheggiatori abusivi autorizati e altre menti brillanti). Poi c’è Tommaso Primo, quello che pensa, scrive, prega e piace alla gente. Infine, Savarese Gennaro, amante del trash e dell’ignoranza, ogni tanto si ritrova in risse e a difendere quelli che per lui sono i più deboli, se non ci fosse stato lui, gli altri due sarebbero già morti

Sappiamo da fonti certe che passi molto tempo al cellulare per seguire i social, cosa pensi del loro utilizzo tra i giovani? E soprattutto, cosa ne pensi del loro utilizzo tra i musicisti?

Ma vedi un po’, è diventata ‘na barzalletta sta cosa. E’ vero, sono I-phone dipendete, amo Internet e i Social Network perché senza di essi, io ora non starei ora qui a parlare. Il WEB è la nostra forma di rivoluzione, ci permette di combattere la plastica che pian pian ci sta divorando. Lunga vita alla tecnologia…

Potete ascoltare Tommaso Primo su spotify, ovviamente comprando il CD e sui principali canali digitali, seguitelo sulla sua pagina facebook, il ragazzo è molto, molto attivo.

Un pensiero riguardo “Intervista: Tommaso Primo, scugnizzo da Napoli

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