Apre al Parco Archeologico di Paestum la mostra ” Action painting rito e arte nelle tombe”.

Una delle scene centrali e più significative del film capolavoro di Paolo Sorrentino “La Grande Bellezza”, si ferma sul monologo esplicativo del protagonista che parla di come comportarsi ad un funerale. Spesso non ci soffermiamo a rifletterci sopra, ma in effetti, un funerale è un rito e in quanto tale, ha tutto un suo script, un copione da seguire, dove gli attori inconsapevolmente o meno, devono ognuno fare la sua parte, pezzi attivi di una scenografia dove il soggetto è in divenire.

Da questo assunto, saranno sicuramente partiti il direttore del Parco Archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel e il co-curatore Marino Niola, quando hanno pensato alla mostra: “Action painting rito e Arte nelle tombe”, dal 2 giugno al 31 dicembre 2017. Così si spiega l’unione della pittura d’azione con l’antico rituale funerario del IV secolo a. C. Perché l’arte è nella sua genesi un processo per definizione non-finito. Ed è ancora più vero quando siamo di fronte a un rituale, cioè una forma di arte in movimento, un teatro sociale in continua trasformazione, di cui l’immagine, l’affresco o il dipinto sono solo una sequenza parziale.

L’ accostamento di azione e di pittura vuole estendere lo spazio all’opera fino a far entrare anche noi “sul palco”, nella scena di quella catena di simboli, significati, sentimenti e accadimenti, trasformando il nostro stesso ruolo. Da semplici spettatori, o visitatori, a interpreti e coautori. Trovarsi al contempo dentro e fuori la rappresentazione, intesa come trama vivente della storia. Con questa mostra si aggiunge un altro tassello all’ottimo lavoro che sta operando per l sito il giovane direttore tedesco del Parco Archeologico di Paestum. E proprio Zuchetriegel afferma soddisfatto:

Il Parco Archeologico di Paestum conferma così il suo corso verso una sempre maggiore collaborazione con la ricerca italiana e internazionale, in continuità con l’ operato degli ultimi decenni. Hanno contribuito, oltre alla Sopraintendenza di Salerno e l’ Università suor Orsola Benincasa, studiosi e laboratori dalle Università di Lecce, Cambridge, Melbourne, Bologna, dell’ Institut National de l’ art di Parigi, del Centro Jean Bèrard di Napoli…e non posso non citare con orgoglio la collaborazione di un grande archeolog e maestro come Mario Torelli, che nel catalogo si interroga sul fenomeno delle tombe dipinte.

La possibilità di essere protagonisti sul palcoscenico dell’arte, in questo caso funeraria pre-cristiana, é al Parco Archeologico di Paestum da Giugno fino a tutto Dicembre 2017.

Zaira Varallo, irpina DOC, ha conseguito la maturità scientifica per poi studiare Psicologia e diventare educatore. Scrivere è da sempre il suo ossigeno. Si interessa attivamente di poesia, cinema, arte; ha scritto diversi articoli giornalistici, pubblicati su “il Cassanese” e sul “Quotidiano del Sud” ( Edizione Irpinia). Alcune sue poesie sono state raccolte nella collana “Impronte” e nell’ antologia “Il Federiciano”. Nel Dicembre 2014 e in quello 2016 é stata premiata al Campidoglio, in Roma, II classificata nel Concorso Internazionale d’ Arte e Cultura dell’ Accademia G.G. Belli , nella sezione articolo giornalistico. Nel giugno successivo è stata premiata con menzione di merito al concorso internazionale di poesia Madre Claudia Russo. Importante esperienza è stata intervistare l’ attrice hollywoodiana Maria Elena Bello . Lo scorso agosto, si è classificata terza nel Premio letterario “ versi sotto gli irmici” a Piaggine ( SA); poi un'altra menzione d’ onore nel premio letterario “ Ex allievi di Don Orione” ( Macerata) ed a Ottobre risulta tra i finalisti in “emozioni di carta in bianco e nero”, Poggio Imperiale ( Foggia). Il 2017 si apre con una menzione d’ onore nel premio letterario “ Il Canto delle Muse” , Bellizzi (SA). Naturalista convinta. Con la penna riporta sul foglio tutte le sfumature dell’ essere che nella vita s’incontrano.

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