La bella ‘mbriana è un animale con le sembianze di geco, che accompagna i napoletani sin dalle origini. A essa è connessa un’antica e singolare tradizione.

La bella ‘mbriana secondo la tradizione popolare napoletana si manifesta sottoforma di geco, solitamente tra le tende mosse dal vento in una giornata di sole, nel riflesso di una finestra o in un angolo buio della casa. La sua è una comparsa fulminea, poiché si presenta solo per qualche istante e ciò non consente alla mente di ricordarne l’aspetto preciso.

Questa sua apparizione singolare avviene nel primo pomeriggio. Il suo nome molto probabilmente sarebbe di derivazione latina, “meridiana“, e alluderebbe allo stesso tempo alla sua “epifania” (che, come detto in precedenza, avviene nella controra; in alternativa da meridiana potrebbe derivare il termine “mariana“, indicante un’ombra sotto cui ripararsi).

La bella ‘mbriana ha un aspetto gradevole e regna, controlla e consiglia gli abitanti delle case.

La forma simile al geco in realtà, secondo tradizione, deriverebbe da una antica leggenda riguardante la trasformazione di una donna di bell’aspetto, ben vestita,  dal viso dolce e sereno, chiara e solare, paragonata alle fate dei bambini: nel momento in cui uno sguardo umano la sfiora si tramuterebbe in geco.

La bella ‘mbriana viene invocata in tutte quelle situazioni che potrebbero compromettere la serenità familiare: è uno spirito buono che, però, si lascia trasportare molto dall’offesa. Qualora infatti qualcuno dovesse agire con negligenza quest’ultima potrebbe provocare anche la morte di un familiare.

La bella ‘mbriana ama l’ordine e la pulizia; se uno di questi due aspetti della casa venisse trascurato, potrebbe divenire irascibile. Quando l’equilibrio della casa, nelle primitive tradizioni napoletane, veniva a mancare, come nel caso di un trasloco, gli abitanti cercavano di discuterne fuori casa, per non attirare le ire dell’animale.

Anche nel caso di una ristrutturazione della casa si può incorrere nella vendetta della bella ‘mbriana. In proposito c’è un proverbio che recita: Casa accunciata morte apparicchiata.

Un tempo, poi, si metteva a tavola un posto in più e in casa doveva esserci una sedia libera per lei per ospitarla e farla riposare in qualsiasi momento. Se tutte le sedie fossero state occupate la bella ‘mbriana sarebbe potuta andare via con tutte le sciagure derivanti dalla mancata ospitalità.

Ancora oggi le persone più anziane del popolo napoletano, in segno di rispetto, le rivolgono un saluto, dicendo ad alta voce: “Buonasera, bella’mbriana mia ”.

La bella ‘mbriana non è solo un culto popolare napoletano, ma viene spesso citata anche in rapporto alle arti e alla musica. Giambattista Basile (1566-1632), letterato e scittore italiano di epoca barocca, primo a utilizzare la fiaba come forma di espressione popolare, citò proprio la bella ‘mbriana in uno dei suoi racconti; il noto cantautore Pino Daniele (1955-2015), poi, le ha dedicato un album, “Bella ‘mbriana”, e una canzone.

 

 

Fonti:

  1. “… e adesso parliamo della bella ‘mbriana”, Psichiatria Napoli – Studio di Psicoterapia Dott. Grattagliano.

Ho 20 anni e vorrei inserirmi nel mondo del giornalismo (mia grande passione scoperta grazie ad uno stage). Ho frequentato il liceo classico e ora sono iscritta alla facoltà di lettere classiche della Federico II di Napoli.

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