La Divina Commedia, rivisitata in versione musical, è stata rappresentata dall’8 all’11 febbraio al Palapartenope di Napoli. La cultura risplende a Napoli.

La Divina Commedia è uno dei pilastri della nostra cultura italiana.

Come attualizzare il pensiero e la poetica di Dante? Come renderlo fruibile ai giovani?

Attraverso La Divina Commedia Opera Musical!

La regia di Alessandro Ortis, le musiche di Marco Frisina, i testi di Pagano e Ortis, un corpo di ballo maestoso e le proiezioni in 3D di tutte le tre cantiche ci propongono una visione nuova dell’universo dantesco.

Il ruolo della voce narrante viene affidato a Giancarlo Giannini, il quale ci introduce nell’animo di un uomo che ha perso la propria fede e la speranza, dopo la morte della sua amata Beatrice. La selva oscura piena di rovi pungenti ben esprime la condizione dell’uomo solo che ha allontanato dal suo cuore la luce. Attraverso l’utilizzo di immagini proiettate sullo schermo Dante viene catapultato assieme a Virgilio in un luogo oscuro, l’Inferno. Fa il suo ingresso in scena Caronte che ridicolizza le anime dannate, traghettando verso l’Ade solo i morti con sepoltura.

L’umanità e il dolore di tutti i peccatori viene espressa attraverso l’utilizzo di tamburi battenti, che aumentano il ritmo non appena viene raccontata a Dante la verità.

Francesca, accompagnata da Paolo, canta il suo Amor, ch’a nullo amato amar perdona mentre due giovani ballerini si dilettano nello sfondo a danzare sulle note del musical. Diventano una sola luce, che però è avvinta dalle fiamme dell’Inferno. Dante e Virgilio passano attraverso i gironi più cupi fino ad incontrare Pier Delle Vigne divenuto un albero che dall’alto della sua desolazione ci mostra la sua umanità e la sua fedeltà incondizionata per Federico II.

Ulisse e i suoi compagni d’armi trasformano, con appositi teli, il palco in una grande nave in preda alla tempesta da cui verrà risucchiata. Tutto ormai è ghiacciato, come il cuore di colui che morì nella Torre della Muda di fame.

Rivedere le stelle è tutto quello che chiede Dante e che chiedono anche i dannati, bloccati in un luogo impregnato di morte e buio. Tutti assieme sulla scena pregano per lui, maledicendo quella passione che li ha portati alla perdizione. I toni cupi vengono rischiarati da un colore ambrato e dalla dolcezza della musica come fosse una primavera. Siamo finalmente nel Purgatorio. Catone, simbolo di libertà, apre il proprio cuore al poeta, parlandogli di Marzia.

Il viaggio prosegue e Pia de’ Tolomei si avvicina al poeta incuriosito ed esprime il suo desiderio di essere ricordata in terra, augurandogli di incontrare al più presto la sua Beatrice.

Gli uccellini cantano e la danza serena e festante porta Dante ad andare avanti, incontrando Guido Guinizzelli e Arnaut Daniel che cantano l’amor che nulla estingue.

Siamo al punto di non ritorno, il protagonista deve purificarsi per poter accedere al Paradiso e cosi’ l’uomo si redime. La ragione (Virgilio) lo abbandona, lasciando spazio alla fede in Dio e alla luce che aveva perso lungo il cammino terreno.

Beatrice, annunciata da Matelda e da ballerini gioiosi, appare.

La donna simbolo di quell’amore puro che porta al Signore si mostra all’uomo prima che al poeta. Da un cerchio illuminato scende verso di lui e lo rincuora, gli mostra quanto è bello il creato. L’amore che volge al bene e la purezza dei sentimenti sono messaggi attualissimi.

La Divina Commedia Opera Musical ne è la prova.

 

Figlia e nipote di ferrovieri, nasco con la passione per le arti e con una curiosità viscerale del mondo, iscritta a Flickr per comunicare visivamente la mia tecnica fotografica nei miei viaggi, nel 2000 mi sono classificata al secondo posto nella sezione narrativa per il premio città di Salerno. Laureata in lettere moderne con indirizzo spettacolo nel 2007, ho lavorato nelle scuole superiori come docente di lettere e per un breve periodo come guida turistica. Contemporaneamente ho seguito vari corsi di scrittura creativa, editoria, grafica, fotografia digitale e reporter di pace. Attualmente sono iscritta al Circolo Letterario Anastasiano col quale partecipo a reading letterari e ho pubblicato per il Verso Verde una poesia dal titolo ”Residui d’Irpinia”. Ho collaborato con il giornale Dream Magazine come fotoreporter per la sezione artistica dedicata alla mostra SEVEN, svoltasi a villa Vannucchi nel 2011. Infine gestisco un blog personale che si interessa di sapori e folclore italiano e lavoro per l’amministrazione di uno studio contabile.

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