Abbiamo incontrato Raffaele Cars in occasione della pubblicazione del suo primo romanzo: “La giovinezza al tempo degli orsi”. La nostra intervista.

Le isole Svalbard sono le terre abitate più a Nord del Pianeta Terra. Caratterizzate da un clima polare e popolate maggiormente da orsi, fanno da sfondo al processo di crescita personale di Enrico, il protagonista principale di “La giovinezza al tempo degli orsi”, il primo romanzo di Raffaele Cars, edito Homo Scrivens. Ventiseienne e napoletano, Raffaele Cars si occupa di Digital marketing e scrive da quando era bambino.

L’abbiamo intervistato per conoscerlo meglio e per scoprire cosa l’ha spinto a pubblicare il romanzo:

Ho scritto tre romanzi nell’arco della mia vita, il primo all’età di 13 anni, ma ho deciso di non pubblicarli. “La giovinezza al tempo degli orsi” è stato lo scritto che mi ha fatto sentire pronto. Tuttavia, il percorso è stato lungo. Prima di questo romanzo, ho pubblicato anche due racconti brevi: il primo nell’antologia “Infinito presente” e il secondo in “Faximile”, entrambe edite da Homo Scrivens.

Il romanzo è un viaggio di esplorazione verso il Nord più estremo ma anche, e soprattutto, un viaggio introspettivo. In nome della conoscenza, Enrico, un giovane studente di sociologia, parte verso le Isole Svalbard per condurre una ricerca sullo stile di vita degli abitanti. Lungo il percorso, tuttavia, scopre qualcosa di molto importante: la vita da adulti porta con sè delle complicanze e richiede molti sacrifici. Le isole Svalbard rappresentano un punto fondamentale del romanzo; senza questa ambientazione, infatti, Enrico non avrebbe mai potuto vivere ciò che ha vissuto.

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Sono estremamente isolate, come il protagonista, Enrico, il quale si sente solo e smarrito,  incastrato in un limbo in cui tutti sembrano chiedergli di diventare adulto, ma lui non si sente pronto. Esiste un legame indissolubile tra il protagonista e il luogo.

Ma quali sono le particolarità di questi luoghi così poco conosciuti? Lo abbiamo chiesto all’autore, il quale ci ha risposto che dopo una accurata ricerca durata un mese, ha scoperto almeno 3 fatti interessanti riguardanti le isole norvegesi:

Il clima. Lì si alternano in maniera non convenzionale il giorno e la notte, e questo rispecchia la paura di Enrico di andare incontro ai mesi invernali, all’oscurità demoralizzante, e quindi alla vita da adulto. La seconda particolarità, abbastanza sorprendente, è che queste isole sono abitate più da orsi che da esseri umani. La terza, che è in qualche modo una diretta conseguenza della seconda, è che le isole Svalbard sono dominate dalla natura, e l’essere umano non è posizionato al centro dell’ecosistema.

Insomma, Enrico, napoletano, abituato a una società moderna capitalista e soprattutto antropocentrica, viene catapultato in una realtà completamente differente, quasi come se fosse un sogno. Enrico dovrà quindi lavorare, a queste condizioni, ad un esperimento sociologico molto interessante: individuare il rapporto tra le persone e il luogo. Ma non è difficile farlo proprio in un posto così singolare? l’autore ha risposto che “è proprio questo il fulcro della sua ricerca: scoprire in che modo le persone si rapportano con un luogo così estremo e molto diverso dai luoghi che comunemente conosciamo”.

E mentre lo scoprirà, riuscirà anche ad abituarsi al nuovo scenario? smetterà di sentirsi isolato? Non possiamo permetterci di svelare questi segreti, ma intanto abbiamo chiesto a Raffaele Cars se l’isolamento di Enrico è lo stesso suo, o di molti dei ragazzi e delle ragazze che vivono realtà spesso asfissianti nell’area nord di Napoli: “in un certo senso si, però quando ho riflettuto su dove ambientarlo sono arrivato alla conclusione che la mia città non sarebbe stata la cornice giusta”.

La storia di Enrico si incrocia con quella di Ester e Kari, due donne importanti per Enrico, ma per motivi diversi. In particolare, “Ester è la fidanzata di Enrico, apprensiva ed estremamente innamorata di lui. Kari è una ragazza norvegese, che Enrico incontrerà in una libreria frequentata da entrambi. Mentre Ester si opponeva, inizialmente, alla partenza del suo amato, Kari, che si trovava alle isole Svalbard per disintossicarsi dalla droga, diventerà il personaggio principale insieme ad Enrico. Quest’ultimo, inoltre, sente un forte senso di colpa e pensa di dover salvare entrambe le ragazze, anche se in realtà questa è solo la sua percezione delle cose”.

Un romanzo interessante, dove in un posto poco antropocentrico, poco dedicato all’essere umano, le storie degli uomini, di Enrico, di Kari ed Ester, hanno un altro sapore. Le loro esperienze portano l’eco di qualcosa che ci sembra di conoscere, ma non del tutto, perchè il luogo le ha rese uniche.

I romanzi non hanno un colore, ma noi proviamo sempre a capire quale potrebbe essere il colore delle parole che leggiamo. “La giovinezza al tempo degli orsi” di che colore è? “è bianco”, ha risposto Raffaele Cars, aggiungendo, ” principalmente per gli orsi polari, che hanno un rapporto particolare con Enrico, e per la neve. Il bianco è il colore che circonda Enrico in tutto il romanzo”.

Il libro, già acquistabile su Amazon, sarà acquistabile ufficialmente a partire dal 29 Novembre in tutte le librerie. Per conoscere di persona l’autore vi invitiamo a partecipare alla prima presentazione del suo libro il giorno 6 Dicembre presso la casa editrice Homo Scrivens. Seguiranno altre presentazioni e altri eventi interessanti: per rimanere aggiornati su tutto vi suggeriamo di seguire la pagina Facebook del libro.

 

Miriam Topo, nata nel 1993 a Napoli, è “un pezzo di legno non lavorato”. Affascinata dalle culture diverse e dalle differenze, attualmente si sta specializzando in Lingue e comunicazione. Amante delle parole, scrive per rendersi conto.

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