La Scuola di Posillipo e le innovazioni artistiche, che resero Napoli famosa in tutta Europa. Artisti dal talento eccezionale contribuirono a diffondere la cultura napoletana.

Pausylipon in greco significa «che fa cessare il dolore» ed effettivamente, com si può provare dolore dinanzi all’incommensurabile bellezza del golfo di Napoli? Conosciuto come cuore pulsante della Napoli bene, Posillipo è sempre stato meta prediletta di scrittori, poeti, intellettuali e artisti d’ogni provenienza: le strade a strapiombo sul mare e le straordinarie ville immerse nella vegetazione sono, sin dall’antichità, fonte d’ispirazione e dipingono quell’immagine di Napoli da cartolina, conosciuta in tutto il mondo; è proprio qui che, negli anni ’20 dell’’800, su iniziativa del pittore vedutista olandese Anton Sminck van Pitloo, nasce la Scuola di Posillipo. Il gruppo, prima sotto gli insegnamenti del Pitloo e poi quelli di Giacinto Gigante, è formato dagli allievi Vincenzo Franceschini, Achille Vianelli, Teodoro Duclère, Beniamino De Francesco, Gabriele Smargiassi, Pasquale Mattei.

Questi furono, in un primo momento oggetto di disprezzo, ma Già nel periodo di incubazione, i pittori della Scuola di Posillipo hanno vita facile, vendono subito le loro opere e hanno molte committenze da smaltire, soprattutto perché le belle coste campane sono frequentate da turisti di ogni nazionalità. È, per adesso, questo il motore trainante della nuova ed improvvisa fioritura artistica, che si accinge a superare i canoni propugnati dal Neoclassicismo.
I pittori della Scuola di Posillipo, tuttavia, non si accontentano soltanto di vendere i propri lavori, ma si prefiggono lo scopo di conferire una nuova vitalità al loro modo di dipingere: si documentano e viaggiano in Francia e in Inghilterra per trovare punti di contatto con le altre scuole, che sappiano apprezzare e diffondere in tutta Europa l’immagine di Napoli e dell’Italia meridionale.

Questa felicità non ha ancora del tutto abbandonato Napoli. Le abbaglianti strade bianche conducono a Posillipo, e la veduta che si apre sulle forme vulcaniche del capo Miseno e dei Campi Flegrei si fondono col sapore della polvere sottile e dell’umidità amaro-salata del vento del mare.

(Pavel Pavlovic Muratov)

Michele De Rosa è un giovane studente napoletano, attualmente iscritto al secondo anno della facoltà di lettere classiche, presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Nel tempo libero, ama dedicarsi alla lettura di libri inerenti la storia, la cultura e le leggende della città di Napoli, per la quale nutre un amore senza confini

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