La strada degli americani: Giuseppe Miale di Mauro attraverso un fatto di cronaca realmente accaduto esplora l’animo umano.

La strada degli americani o comunemente definita ‘a strada americana’  inizia da Casoria e si conclude a Lago Patria, un percorso lungo 40 km. Durante questo tragitto nel 2013 si susseguirono alcuni avvenimenti incresciosi ai danni di giovani donne. Inseguimenti e speronamenti senza apparente motivo causarono danni economici e non solo. Qualche anno dopo, il 30 giugno, nella biblioteca di Villa Bruno a San Giorgio a Cremano, l’autore si racconta.

Questo è un romanzo scritto con il cuore. Giuseppe Miale di Mauro parte da un fatto di cronaca per scavare nel buio che è dentro di noi e per cercare una spiegazione dove tutto sembra una follia.

I personaggi che si incroceranno lungo il percorso della strada degli americani hanno peculiarità differenti.

Si passa dall’operaio Carmine che cerca di rendere giustizia ad un amico appena licenziato, si prosegue con Marina giovane donna intelligente per arrivare a Ciruzzo, uomo di dubbia moralità e sanità mentale.

Protagonista è la strada, una zona di degrado fisico e psichico. È un luogo dove si rispecchiano con facilità i personaggi neri della vicenda ma che stride con la bellezza di altre persone che illuminano il romanzo e che rappresentano la parte bella della città.

Sì, perché questo libro ha come filo conduttore l’umanità in tutte le sue sfaccettature. Vengono demonizzati i cosiddetti cattivi e la camorra questa volta ne resta fuori. Il male proviene da qualsiasi luogo. Da un vicino di casa, come da un amico, un parente. La forza di ribellarsi e sottrarsi ad esso deve partire,invece, da noi stessi.

La narrazione, un po’ come l’inseguimento, è veloce e non si ferma mai, e per il pathos delle scene descritte non possiamo che ricordare il film Duel di Spielberg.

Fiore all’occhiello di questo capolavoro è il lungomare di Napoli. Attraverso un gioco di contrapposizioni e contrasti,infatti,  non possiamo che applaudire per la bravura nel descriverlo come mai nessuno prima aveva fatto.

Luci ed ombre che si combattono, umanità e disumanità in una sola storia.

Perché Napoli è tutto questo, è un universo di popoli e una pluralità di anime, a volte perdute altre volte invece oneste ed eroiche.

Figlia e nipote di ferrovieri, nasco con la passione per le arti e con una curiosità viscerale del mondo, iscritta a Flickr per comunicare visivamente la mia tecnica fotografica nei miei viaggi, nel 2000 mi sono classificata al secondo posto nella sezione narrativa per il premio città di Salerno. Laureata in lettere moderne con indirizzo spettacolo nel 2007, ho lavorato nelle scuole superiori come docente di lettere e per un breve periodo come guida turistica. Contemporaneamente ho seguito vari corsi di scrittura creativa, editoria, grafica, fotografia digitale e reporter di pace. Attualmente sono iscritta al Circolo Letterario Anastasiano col quale partecipo a reading letterari e ho pubblicato per il Verso Verde una poesia dal titolo ”Residui d’Irpinia”. Ho collaborato con il giornale Dream Magazine come fotoreporter per la sezione artistica dedicata alla mostra SEVEN, svoltasi a villa Vannucchi nel 2011. Infine gestisco un blog personale che si interessa di sapori e folclore italiano e lavoro per l’amministrazione di uno studio contabile.

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