La Strana Coppia con Claudia Cardinale e Ottavia Fusco al Teatro Augusteo fino al 15 aprile

Debutto napoletano, venerdi 6 aprile al Teatro Augusteo di Napoli, dello spettacolo “La strana coppia” che vede il ritorno sulle scene dopo 10 anni di assenza di Claudia Cardinale e Ottavia Fusco, tradotto da Roberta Conti, diretto da Antonio Mastellone, aiuto-regista prediletto da Pasquale Squitieri e basato sugli stessi appunti di regia del regista scomparso diversi anni fa ma che voleva fortemente realizzare tale progetto credendo fortemente nell’unicità della storia che fu uno dei maggiori successi del commediografo statunitense Neil Simon che volle riscrivere, negli anni ’80, una versione tutta al femminile di quello che fu uno straordinario successo al cinema, interpretato dal duo Jack Lemmon e Walter Matthau e diretto da Gene Sacks.

La storia ricalca le divertenti vicende del trasandato Oscar (Walter Matthau) e del paranoico Felix (Jack Lemon) ma in una versione moderna e reinterpretata, anzi completamente trasformata visto che le due protagoniste principali sono due donne della società contemporanea, entrambe separate e alla prese con i problemi, le crisi, i dubbi del vivere il proprio essere donna. Olivia (Ottavia Fusco) è una donna manager di successo, vive in un appartamento di lusso ma conduce un’esistenza quasi solitaria, dalla separazione mai archiviata visto che il marito (Filippo) la chiama continuamente per farsi pagare i suoi debiti di gioco, godendo solo della compagnia di quattro amiche del cuore (Fiorenza, Vera, Silvia e Michi, interpretate da Claudia Cardinale, Cinzia Cordella, Angela Garofalo e Patrizia Spinosi) con le quali trascorre tutti i venerdì sera giocando a poker. Fiorenza (Claudia Cardinale) entra in scena disperandosi per l’improvvisa separazione decisa dal marito, rivelandosi nel corso dell’evolversi della storia come una donna precisa in modo maniacale, ossessionata dall’ordine e dalla pulizia, piena di malattie psicosomatiche e, soprattutto, incapace di rassegnarsi alla fine del suo matrimonio.

Fiorenza e Olivia, grandi amiche in tutto ma assolutamente all’antitesi. Seppur con una vita e un carattere opposti, (Fiorenza maniaca dell’ordine, Olivia che si rifiuta categoricamente di provvedere alla casa o alla cucina) decidono, vista la difficoltà di Fiorenza di trovare un modo per superare la sua separazione di andare a vivere insieme a casa di Olivia. Da qui l’inferno, la convivenza si rivela giorno dopo giorno una vera tortura per entrambe, e il ripetersi degli stessi errori che entrambe hanno compiuto nei loro rispettivi matrimoni. Soprattutto Fiorenza diventa impossibile agli occhi di Olivia fino al momento in cui potrà respirare e con lei anche il resto delle amiche del poker, quando, conoscendo due fratelli spagnoli con i quali condividono una serata a cena, si trasferisce a casa di questi ultimi, con grande sollievo di tutte le altre amiche.

Lo spettacolo mette in risalto, attraverso l’arma dell’ironia di Neil Simon, la vita di tutti i giorni, i piccoli drammi umani come le conseguenze inevitabili di una separazione, l’impossibilità di convivere con una persona con un carattere e una personalità opposta alla propria, la solitudine vissuta nelle grandi metropoli (il testo è ambientato a New York) per sfuggire alla quale spesso ci si aggrappa a qualunque cosa o persone, oltre a mettere in luce le nevrosi, le manie, i limiti delle persone nel mondo contemporaneo, abilmente rappresentate nelle cinque amiche. Ognuna di loro ha un proprio mondo interiore, fatto di fragilità, di regole per poter cercare di dare un senso alla propria vita, anche magari grazie ad un matrimonio infelice o un lavoro impegnativo come quello di Olivia, o lo stare unite alle amiche del cuore per poter trovare la forza di affrontare la vita o condividere gioie (un’inaspettata maternità o un viaggio in Florida con il proprio marito) e dolori (separazione). “Se uno si vuol suicidare qual è il posto migliore per farlo? Ovvio, con le sue amiche!”, è una delle battute del testo.

Amicizia quindi come rifugio e salvezza per la propria esistenza, anche se si è, appunto, una “Strana coppia” come Fiorenza e Olivia, che sotto lo stesso tetto litigavano ogni giorno, ma appena Fiorenza trova un’altra sistemazione ritornano ad essere amiche del cuore come prima.

Anche come attrici si sono rivelate diverse: Claudia Cardinale, con all’attivo un curriculum cinematografico straordinario, diretta dai più grandi registi italiani e francesi, sembra meno sicura sul palco rispetto ad Ottavia Fusco ma si distingue sempre per classe ed eleganza. Come lei stessa ha affermato in una recente intervista (“ho sempre timore di sbagliare quando entro in scena”) mostra un po’ di incertezza  all’inizio, ma mano mano che la storia va avanti, il suo personaggio sembra che le sia stato letteralmente “cucito” addosso.

Ottavia Fusco è sicuramente più padrona della scena, molto esuberante, caratterizza il suo personaggio di donna forte e volitiva anche con una gestualità e una mimica da grande attrice teatrale quale ella è, muovendosi spesso per tutto il palco per rendere ancora di più l’idea di una donna nevrotica, con una carattere  complesso come quello di Fiorenza ma allo stesso tempo bisognosa di qualcuno che si prenda cura di lei e le riempia il vuoto che le ha lasciato l’ex marito. Tutto in lei da l’impressione di essere una donna forte ma anche una grande attrice che fa del Teatro la sua vita e, almeno personalmente, ho trovato  molto commuovente il suo gesto di alzare gli occhi al Cielo, a fine spettacolo, sotto gli applausi della sala,  per ringraziare lassù colui che ha fortemente voluto tale spettacolo.

“La strana coppia” nasce da un grande amore: quello di due donne che hanno amato lo stesso uomo (in anni diversi) e che oggi gli rendono omaggio con passione dando vita ad uno spettacolo teatrale divertente ed originale.

In scena fino a domenica 15 aprile al Teatro Augusteo di Napoli è davvero uno spettacolo da non perdere

Info orari e costi http://www.teatroaugusteo.it

 

Annamaria De Crescenzo, è stata contagiata dal suo compagno in questa passione per la fotografia. Grazie prima ad una macchina professionale Nikon ha imparato a “guardare” gli Artisti sul palco con un “occhio” completamente diverso. Nel 2014 ha contribuito a trasformare la semplice passione di entrambi in un progetto concreto: nasce SpectraFoto, con quale entrambi si sono dedicati, come fotografi free lance, alla fotografia di eventi, rassegne e festival musicali, oltre che di spettacoli teatrali e musical non solo su Napoli ma anche sul territorio campano e nazionale. A tale passione della fotografia, dal 2016 ha unito anche un’altra sua passione: raccontare, non solo con le immagini ma anche con le parole gli aspetti più salienti della carriera degli Artisti fotografati, le recensioni del concerto stesso, in alcuni casi correlandole con brevi interviste.

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