Dopo il grande successo dei romanzi di Elena Ferrante, sul piccolo schermo approdano i personaggi nati dalla sua penna nella serie TV “L’amica geniale”.

Dopo il grande successo ottenuto dall’omonima seri di quattro romanzi, finalmente approda sul piccolo schermo la fiction, che racconterà le vicende dei personaggi nati dalla penna dell’ignota Elena Ferrante. I romanzi (L’amica geniale (2011), Storia del nuovo cognome (2012), Storia di chi fugge e di chi resta (2013) e da Storia della bambina perduta (2014), hanno riscosso grande interesse da parte del pubblico, incuriosito soprattutto dalla misteriosa identità dell’autrice, che ha scelto di non mostrarsi mai in pubblico, sostenendo che i suoi romanzi siano degli “organismi autosufficienti”, per cui la sua presenza non sarebbe necessaria.

Il primo romanzo, L’amica geniale, segue le protagoniste, Elena e Raffaella, durante l’infanzia e l’adolescenza, vissute in rione popolare alla periferia di Napoli: insofferenti alla vita del quartiere, le bambine stringono una solida amicizia. Nonostante una loro successiva separazione, le protagoniste saranno per sempre legate da un filo indissolubile.
Dopo qualche mese di ripresa a Marcianise, nell’ex area industriale di Saint Gobain, la produzione si è spostata tra le strade di Caserta e di Napoli, in particolare la Galleria Principe di Napoli e Palazzo Gravina, sede della facoltà di architettura. Secondo le prima indiscrezioni, tutta la serie sarà girata in dialetto napoletano, per poi essere esportata negli Stati Uniti. La serie, però, non verrà ridoppiata, ma arriverà in America in italiano con i sottotitoli. Per quanto riguarda il debutto della serie, tutto lascia pensare che la prima puntata andrà in onda sulle reti Rai nel 2019.

I casting si sono tenuti a Scampia, in n cui si sono radunate centinaia di ragazzine, determinate ad ottenere un posto in questa nuova serie TV. L’unica condizione che Elena Ferrante ha posto, sul casting, era di scegliere bambini che non sono attori, almeno secondo quanto dichiarato in un’intervista:

I bambini attori raccontano i bambini come gli adulti immaginano che dovrebbero essere. Invece i bambini che non sono attori hanno più possibilità di uscire dagli stereotipi, specialmente se il regista è in grado di trovare il giusto equilibrio tra realtà e finzione.

Michele De Rosa è un giovane studente napoletano, attualmente iscritto al secondo anno della facoltà di lettere classiche, presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Nel tempo libero, ama dedicarsi alla lettura di libri inerenti la storia, la cultura e le leggende della città di Napoli, per la quale nutre un amore senza confini

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