Un concerto intimo in una calda estate di luglio, Leo Pari rapisce lo SMAV

Metti la prima sera di luglio, e l’outdoor dello SMAV a fare da cornice. Una serata calda e sognante, con i giochi di luce tipici del locale di Santa Maria a Vico. In questo quadro soffuso, arrivano le sonorità sintetiche e pop di Leo Pari, cantautore romano classe ’78, un bel po’ di impegno sulla “scena romana” e l’ultimo disco uscito a fine aprile 2016, “Spazio” (Gas vintage Records) da portare in giro per l’Italia, nel circuito indipendente e non solo. Allo SMAV ci arriva in un clima intimo e raccolto, con un pubblico, anche se non numerosissimo, sempre attento anche solo a recepire le proposte che il calendario offre. L’aria inizia a cambiare quando intorno alle 23:30 parte il live e attacca “Cantautori”. Arriva diretto il muro di synth e di melodie immediatamente riconoscibili. Scatta subito il riferimento al Battisti di fine anni ’70-inizi ’80, agli album della svolta e dei suoni “nuovi” per tutta la scena cantautorale.

Per uno come Pari che viene da due album di matrice folk/rock, Rèsina (2011) e Sirèna (2013) il completamento della trilogia risente molto delle influenze di quegli anni lì, e ascoltando tutto “Spazio” ce ne si rende facilmente conto. Dopo “Cantautori” è la volta di “Non ci ruberanno mai l’amore”, con il suo retrogusto di abbandono generazionale bisognoso di certezze (“ma tu stringiti a me, non tremare più”), il concerto prosegue spedito, senza fronzoli, solo la musica che spinge su giri accattivanti. È il turno di “Ave Maria” potente e dissacrante, “piena di graffi”. Si entra nel vivo con “Bacia brucia ama usa” un po’ un manifesto generazione dei quasi40, così come “La seconda volta” leggermente nostalgica e formativa, con le cose da fare dando tempo al tempo, senza arrivarci per contrarietà, tanto come annuncia nel brano successivo “La fine del mondo arriverà, ma non ci ucciderà”. Arriva “i piccoli segreti degli uomini” con il suo refrain emblematico “scopo con un’altra le ho detto che la amo, ma sto pensando ancora a te” Leo pesca poi dal fortunato Ep “La Metro C” con un pezzo caustico (è proprio il caso di dirlo) “La soluzione” e l’omonimo “La Metro C”. Gli ultimi pezzi sono due brani tratti da Sirèna, “Ancora ancora” e la dolce “La sposa di cera”. Pari prova a chiudere con “Arnesi” brano iconografico dell’intero album e concede divertito un paio di bis. Una performance godibile e energica in una location suggestiva; ed è come viaggiare nel tempo, ma soprattutto nello Spazio.

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