Osservando le pendici del Vesuvio, passeggiando sui moli salernitani o danzando nelle festose sale della Reggia di Caserta: è così che nascono i capolavori!

Quanta bellezza e quanta arte si cela tra le strade campane su cui hanno camminato personalità di altissimo spessore artistico. La Campania è stata da sempre teatro di grazia e di cultura: Parmenide di Elea ha “scoperto” l’ontologia filosofica nei pressi dell’attuale Ascea; Virgilio è stato ispirato nelle sue “Bucoliche” da questa Campania Felix che oggi conserva le sue ceneri nell’omonimo parco a Piedigrotta, lo stesso parco in cui si può ammirare la tomba di Giacomo Leopardi la cui “Ginestra” è un inno alla forza del fiore che nasce sulle pareti del Vesuvio; per non parlare di Giovanni Boccaccio che a Napoli si innamorò della sua Fiammetta e che in questa città ha ambientato molte delle sue novelle. Ma oggi ci chiediamo: che ruolo ha la Campania nella letteratura straniera?

Da quanto si dica, si narri, o si dipinga, Napoli supera tutto: la riva, la baia, il golfo, il Vesuvio, la città, le vicine campagne, i castelli, le passeggiate… Io scuso tutti coloro ai quali la vista di Napoli fa perdere i sensi!

Scriveva Goethe nel lontano 1787 durante il Gran Tour che lo portò nella bellissima capitale borbonica. Il celeberrimo scrittore tedesco si innamorò di Napoli, elogiò sempre i suoi cittadini per la loro sfrenata vitalità, apprezzava l’avanguardia dello Stato borbonico che allora era l’unico a fare la raccolta differenziata – piccolo esempio di grande civiltà – amava la natura di quei luoghi fuori dal tempo, addirittura arrivò ad affermare che o era pazzo prima di conoscere Napoli o lo era in quel momento perché l’esperienza partenopea fu per lui fuori dal comune. Nel suo “Viaggio in Italia” descrisse obiettivamente tutti i luoghi visitati, conobbe pensieri e cittadini tutti diversi gli uni dagli altri, ma su Napoli, sulla Campania, non ebbe una parola di biasimo.

Questo fascino intramontabile della capitale del Regno delle Due Sicilie colpì anche Henri Beyle, meglio conosciuto come Stendhal. L’autore francese trent’anni dopo Goethe scrivere “In Europa ci sono due capitali: Parigi e Napoli”: continuava ad essere a quei tempi la città più importante della penisola italica, addirittura messa a confronto con Parigi che, non dimentichiamoci, era la patria del famoso scrittore.

Parto. Non dimenticherò né la via Toledo né tutti gli altri quartieri di Napoli; ai miei occhi è, senza nessun paragone, la città più bella dell’universo.

Forse iperbolico ed esagerato? No. La Campania nella letteratura straniera ha sempre ispirato emozioni fortissime, pensieri poetici che sono diventati realtà. Napoli è diventata per il filosofo francese espressione del Sublime: il golfo fu per lui impossibile da rievocare a parole, ma soprattutto impossibile da dimenticare; fu abbagliato dallo splendore del teatro San Carlo e conservò sempre positivamente il ricordo di questa città eterna.

Il profilo letterario di un altro importantissimo scrittore straniero fu delineato sulle coste salernitane nella piccola, ma meravigliosa Acciaroli. Si tratta dello statunitense Hemingway che si lasciò cullare dal rumore del mare per il suo famoso libro “Il vecchio e il mare”. Alloggiò ad Acciaroli presso La Scogliera e si fece affascinare dalla vita solitaria di un pescatore del posto “U viecchiu”, dialogava con lui e beveva molto e quel soggiorno breve, ma intenso, gli permise di vincere il Premio Nobel per la letteratura nel 1954. Fu lo stesso autore ad ammettere che l’ispirazione per il suo capolavoro gli venne in quel piccolo borgo accogliente tra il buon vino e le lunghe chiacchierate con un pescatore che senza saperlo sarebbe diventato il protagonista del suo romanzo. Oggi gli abitanti del luogo non hanno dubbi: Acciaroli è la città di Hamingway.Campania nella letteratura straniera

La Campania nella letteratura straniera è un luogo da visitare, è un nuovo mondo da ammirare, è un modo diverso di vedere le nostre origini e le nostre zone, è un vanto per noi che troppo spesso ci allontaniamo da qui per scappare altrove. Letterati, musicisti, ma anche attori e ballerini stranieri accorrono in Campania per respirare aria nuova, per farsi sorprendere dall’energia del nostro popolo, per farsi ammaliare dall’incanto che si trovano ad osservare, per farsi inebriare di profumi genuini e per creare capolavori sempre diversi.

Giovanissima studentessa di Lettere Classiche dell'Università Federico II di Napoli, è appassionata di scrittura e danza classica. Diciannovenne, vive a Marigliano e crede nelle potenzialità che la sua terra ha da offrire.

Un pensiero riguardo “Campania nella letteratura straniera di tutti i tempi: fascino e ispirazione

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