Frammenti d’Io, opera prima di Emanuele Vanvitelli, edita da LFA Publisher, una raccolta di poesie che promette un’ottima carriera

L’arte e la letteratura nei loro infiniti generi sono espressione diretta del cambiamento storico, psicologico e sociale dell’uomo. Segno tangibile nero su bianco di un pensiero. Nella loro indiscutibile individualità, esse diventano testimonianza delle inquietudini di un secolo. Frammenti d’Io, opera prima di Emanuele Vanvitelli, ne è un esempio lampante.

Frammenti d’Io è una raccolta di poesie giovani, come lo è il suo autore. Emanuele nasce il 4 marzo 1996 a Torre Del Greco e frequenta l’Università Federico II di Napoli, dove studia, appunto, Storia.

La raccolta Frammenti D’Io, edita da LFA Publisher, svela i lati più intimi dell’autore, facendo parlare il suo io interiore. Dai suoi componimenti brevi, rotti, ermetici, si evincono le emozioni e gli stati d’animo spesso cupi dell’autore, che si rivelano essere largamente condivisi dalle nuove generazioni. Depressione, solitudine e incomprensione; un amore ideale non corrisposto e la voglia (o no) di fuggire; nonché riflessioni sull’esistenza umana, sulla morte. Il tema della fuga, che si apre come un ventaglio su una vasta gamma di interpretazioni, assume qui un colorito ancor più scuro, perché influenzato da un’evidente sensazione di paura che pervade le pagine. Paura indefinita ma atroce e totalizzante: dell’amore, della morte, del futuro.

I componimenti di Emanuele Vanvitelli, nella loro ermeticità, rivelano una velata influenza della poesia del primo Novecento italiano. Si tratta di una poesia fortemente visiva, in cui poche parole riescono a creare nel lettore quadri dai colori ora vivaci e taglienti, ora bui e opachi. La struttura ciclica dell’opera è enfatizzata dal primo e l’ultimo componimento, Alba e Tramonto, inizio e fine di ogni tormento.

I Frammenti, promettente inizio per il giovane autore, ci portano nella sfera più nascosta di un uomo senza molti preamboli, d’impatto e senza freni: il tono ermetico dell’autore, ancora per certi versi acerbo e sostenuto, pecca di una scintilla di eleganza e ricercatezza stilistica che rendono uno stile inconfondibile, che ne scrivano la firma nella storia della poesia italiana. Manca l’audacia di cui necessita un fiore per poter sbocciare appieno.

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Laureanda in Scienze della traduzione presso l'università La Sapienza di Roma, dove si interessa di traduzioni dalla lingua russa e ceca. Appassionata di scrittura, cinema e teatro, rivede nella sua terra le più ampie espressioni tradizionali ed innovative dell'arte.

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