La Festa del lettore: a Caserta gli autori parlano delle proprie letture e insieme ai lettori le commentano.

La Festa del lettore nasce con l’obiettivo di celebrare il primo anno di vita del Ritrovo del lettore, un incontro settimanale che ogni mercoledì sera anima la vita culturale casertana. Giovani e meno giovani scelgono un autore, un romanzo, dei racconti o delle poesie, li leggono e si riuniscono per discuterne e favorire un acceso scambio di idee. A moderare gli incontri (che altrimenti sarebbero troppo accesi), nell’ormai famosa sede di via San Carlo 17, ci pensa Donato Riello, studente e giornalista casertano con la passione per i libri, fondatore del Ritrovo e autore del blog letterario Un lettore. Gli incontri, inoltre, vengono spesso animati da performance recitative e dall’intervento di autori campani, che si esprimono, però, sempre in qualità di lettori, offrendo il proprio punto di vista e la propria esperienza di lettura del testo scelto. Insomma, al Ritrovo del lettore è la lettura a essere al centro.

Con questo spirito si è tenuta, il giorno due dicembre 2017, la Festa del lettore, dove gli autori invitati hanno parlato dei propri romanzi preferiti e del rapporto che hanno costruito negli anni con il testo e il contesto, in quella selva infinita di ramificazioni che in fondo è la letteratura (e la realtà!).

Ore 16:30, sala della biblioteca diocesana di Caserta. Dopo le presentazioni e i dovuti ma sentiti ringraziamenti, Riello dà inizio alla prima tranche di interventi, quella degli ospiti del Ritrovo. Autori che hanno partecipato al Ritrovo nel corso di questo lungo anno adesso sono invitati a sintetizzare, per quanto possibile, la loro esperienza. Giovanni Gaglione, Elena Starace, Alex Ronca, Maurizio Vicedomini e Anna Ruotolo affrontano vari temi: pro e contro dei social media, rapporto tra editoria e lettori, poesia e canzone ai nostri giorni, linguaggio della poesia e linguaggio dei sogni all’interno della psicanalisi e le architetture archetipiche necessarie per “costruire” un buon romanzo. Ognuno di questi autori ha un suo settore un po’ più specifico (psicanalisi, recitazione, musica, racconto e poesia) ma la letteratura e la condivisione sono il trait d’union delle loro attività lavorative e non. Nel prefetto spirito del Ritrovo del lettore.

Successivamente, Sante Roperto ha intervistato Tony Laudadio, attore, scrittore e autore teatrale. Laudadio ha scelto come romanzo di riferimento Uomini e topi di Steinbeck. Il romanzo, la cui narrazione ha un’enorme capacita di “intrattenere” il lettore (caratteristica tipica della scuola americana), si presta anche all’adattamento teatrale. I due protagonisti, infatti, funzionano anche come coppia teatrale, rivelandosi potenzialmente come due lati della stessa persona. Inutile dire quanto sia scottante leggere, in una fase storica come quella che stiamo vivendo, una storia di crisi economica e migrazioni.

Daniela Volpecina, invece, ha intervistato Pierluigi Battista, giornalista, scrittore e conduttore televisivo. Battista ci ha presentato Lessico famigliare di Natalia Ginzburg. La storia di una famiglia negli anni del fascismo e della guerra, descritta, in particolare, attraverso la comunicazione familiare, diventa il filtro della storia del Paese. Storia, politica, scontro generazionale e vita privata si intrecciano indissolubilmente. Davvero indissolubilmente, se si pensa a quanto questi elementi segnino l’identità di ognuno di noi. Particolare pathos si è raggiunto in sala quando Elena Starace ha letto due brani del romanzo della Ginzburg.

Ultimo incontro è stato quello con Antonio Pascale, intervistato da Marilena Lucente. Pascale, giornalista, blogger e scrittore, ci ha parlato invece del racconto La signora col cagnolino, dello scrittore russo Anton Cechov. Siamo abituati a dare all’effetto placebo un’accezione negativa, ma quel corroborante orizzonte di attesa positiva è lo stesso che anima, dalla notte dei tempi, il nostro bisogno di ascoltare e raccontare storie. Un dato antropologico innegabile. In un mondo sempre più complesso, però, la letteratura si configura ormai come uno degli strumenti di conoscenza. Al bando i vecchi moralisti che sospirano, tra il preoccupato e l’apocalittico, «i nostri ragazzi non leggono più». Leggono, leggono anche cose diverse e hanno tutto l’interesse a partecipare ai cambiamenti del mondo. Gli stessi meccanismi letterari si evolvono: anche lo scrittore è “dentro” al romanzo (a differenza dell’autore tipico ottocentesco), si lascia guidare, determina ed è determinato , non si illude più. È la base dell’autofiction, con cui Pascale chiude il suo intervento.

Ore 20:30 circa. Donato Riello riprende la parola, ringrazia tutti i partecipanti, il pubblico e le persone coinvolte nell’organizzazione della Festa del lettore. Un po’ maliziosamente, invita tutti al prossimo Ritrovo del lettore, ogni mercoledì sera (anche quando c’è la Champions). Scherzi a parte, mettere su una qualsiasi iniziativa sociale e culturale non è facile, ma c’è tanta passione in chi la organizza e tanta fame in chi vi partecipa. E su questa passione e questa fame si può costruire.

Sono nato a Pomigliano d’Arco nel 1991. La mia passione per la letteratura è nata in seguito alla lettura di Zanna Bianca. Amo il realismo e tutto ciò che aiuta a comprendere la realtà. Attualmente frequento il corso di laurea in Filologia Moderna presso l’università Federico II.

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