Presentato al PAN di Napoli il nuovo libro dell’ex direttore della Bibliotoeca Nazionale di Napoli

Martedì 1 marzo, ore 18:00, presso il PAN di Napoli, Sala Di Stefano, è stato presentato l’ultima fatica letteraria di Mauro Giancaspro, ex direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli, Il vecchio che parlava alle piante.

Il Ministero vuole trasformare l’abbazia di Massombrosa in complesso turistico: una decisione che travolge la tranquilla vita dei monaci, compresa quella del vecchio speziale, padre Gregorio, custode di uno stravagante segreto. Prende così avvio un lungo racconto dai contorni sfumati, tutto tessuto intorno alla meraviglia delle piccole cose quotidiane.

Questa la trama del nuovo libro dell’ex direttore.

La presentazione, moderata da Valeria Grasso, ha visto la partecipazione di un folto pubblico di curiosi e amici dello scrittore, di testate giornalistiche di settore e addetti ai lavori: un vero successo che ha celebrato al meglio un testimone di cultura come Mauro Giancaspro.

Durante la seduta sono stati chiamati ad intervenire diverse personalità del mondo della cultura tra cui Nino Daniele, Assessore alla cultura del Comune di Napoli, a cui è stato concesso l’onore della prima parola.

Un libro molto bello, che ci parla delle contraddizioni della nostra Epoca

Per l’assessore alla cultura di Napoli, Mauro Giancaspro è uno scrittore raffinato, capace di sperimentare e miscelare insieme diversi generi che vertono verso un unico obiettivo: tutelare e salvaguardare il patrimonio culturale che ci appartiene.

La parola passa a Ciro Raia, storico e curatore della collana narrativa in cui è edito il libro.

Mauro Giancaspro è capace di trasformare i piccoli dettagli in perle quotidiane che permettono al libro di essere letto con estremo piacere.

Secondo Ciro Raia, il lavoro dell’ex direttore è un superbo esercizio di scrittura, che si muove tra il romanzo verità, quello fantapolitico e addirittura l’autobiografico. Definizioni non importanti, però, poiché una volta pubblicato il libro non appartiene più al suo autore e alla sua idea, bensì al lettore.

Michele Serio, scrittore, è stato l’autore, probabilmente, dell’intervento più interessante:

Il vero scrittore, deve avere la sensibilità e la capacità di attingere dal profondo. Deve essere “fuori di testa”

Per lo scrittore, il libro di Giancaspro tratta un argomento estremamente importante, esaminandolo a fondo. Non si può unire burocrazia e natura, è questa la conclusione che si trae dopo la lettura de Il vecchio che parlava alle piante. 

Ultimo intervento, prima che il microfono venisse lasciato nelle mani dell’autore, è stato fatto da parte dell’editore Alessandro Polidoro, giovane editore che da tre anni si prodiga, tra difficoltà e successi, per la divulgazione della cultura in tutte le sue forme.

L’errore, per noi che lavoriamo nel campo della cultura, è sempre possibile, se non ci si fa accompagnare da persone di spessore come Mauro

Per Polidoro, infatti, pubblicare il libro di Giancaspro non è un punto di arrivo, bensì un vero e proprio punto di partenza da cui crescere e migliorare, sempre.

L’ultimo intervento è stato quello dell’autore, in cui ha spiegato brevemente l’idea del libro e soprattutto il tentativo, ben riuscito, d’inserire all’interno di una fiaba, una storia contemporanea. Mauro Giancaspro ha inoltre svelato che la sua conoscenza delle piante medicinali, e non, citate da Padre Gregorio, deriva dalla lettura di alcuni manuali dedicati, posti all’interno della Biblioteca Nazionale di Napoli, luogo ideale per potersi documentare a dovere.

Il libro di Mauro Giancaspro si presenta, dunque, come un’interessante miscela di generi, in cui la cura per i dettagli fa da padrone garantendo al lettore un piacevole viaggio di 150 pagine attraverso la pace e la tempesta. Un libro da non perdere, e che troverete presto qui recensito.

 

 

Commenta