Carlo Crescitelli, autore di Settanta revisited, pubblica un’irriverente guida sugli anni ’70.

È davvero possibile sintetizzare in poche righe lo spirito di un’epoca, a maggior ragione se quest’epoca corrisponde agli anni Settanta? Chissà. Di sicuro l’allora bambino e adolescente Carlo Crescitelli, autore di Settanta revisited,  mostra una consapevolezza che poi è la stessa di molti che quegli anni li hanno vissuti.

La coscienza di vivere in un mondo in costante cambiamento, un cambiamento che coinvolge anche le realtà rurali, e penetra ovunque con il nuovo modo di approcciare alla tecnologia, alla cultura, al mondo.

Certo, in questo genere di resoconti del passato c’è sempre il rischio che il presente e il senno di poi deformino l’osservazione dell’autore. Ma Crescitelli in Settanta revisited sta molto attento ad evitare l’anacronismo e, forte della sua consapevolezza, si lancia senza pudore in un’irriverente guida sballata e verbosa per l’anziano rincattivito di questi anni millennovecentoduemili, come recita il sottotitolo.

Non è un’operazione dettata dalla pura nostalgia, né un mero tentativo di fuga dalla realtà. Un occhio è sempre buttato sul presente, a mostrare l’evoluzione, la diacronia. E infatti ogni capitolo, che corrisponde a un anno tra il 1968 e il 1980, riserva una parentesi sul presente: politica, economia, tecnologia, costume, cinema, musica, ecc.

Si comincia con appunto con il 1968, l’inizio di tutto. Seguiranno lo sbarco sulla luna, le proteste, il rock, i miti americani. C’erano un entusiasmo e al tempo stesso una rabbia costanti, che sembravano investire ogni aspetto della vita. Esistevano un’idea di Europa e un’idea di futuro che oggi sfumano.

I Settanta revisited, però, sono soprattutto quelli delle abitudini, delle idee, in polemico contrasto con quelle di oggi. Come è cambiato, per esempio, il mondo del commercio, dal rapporto paritario tra cliente e venditore alla nevrosi consumistica e spesso fumosa della jungla dell’e-commerce odierno. Come sono cambiate le dinamiche della cultura e dell’informazione, dalle biblioteche cartacee all’ingorgo di fake news.

I Settanta revisited sono anche quelli sanguinosi, dell’attentato durante le Olimpiadi di Monaco, degli anni di piombo, della disgregazione delle utopie novecentesche. E il crollo, quello del terremoto del 1980, fa da cesura a un’epoca.

Crescitelli si autodefinisce, appunto, anziano rincattivito. Forse non bisogna essere necessariamente anziani per parlare del passato con nostalgia, per scrivere Settanta revisited, (pubblicato con Il Terebinto) ma un po’ rincattiviti sì. Nel confronto tra il passato e il presente c’è tutta la perplessità dell’uomo contemporaneo. Da un lato crollano dei punti di riferimento, e bisogna faticosamente accettarlo. Dall’altro ci sono cose che non crollano mai, dinamiche di potere che proprio non riescono a starci simpatiche. I loro rappresentati non resta che mandarli, come fa Crescitelli, axxanxulo.

Sono nato a Pomigliano d’Arco nel 1991. La mia passione per la letteratura è nata in seguito alla lettura di Zanna Bianca. Amo il realismo e tutto ciò che aiuta a comprendere la realtà. Attualmente frequento il corso di laurea in Filologia Moderna presso l’università Federico II.

Commenta