Il regista campano Giuseppe Alessio Nuzzo ha diretto il pluripremiato “Lettere a mia figlia”, sensibile cortometraggio sull’alzheimer con Leo Gullotta.

“Lettere a mia figlia” è un film breve dell’acerrano Giuseppe Alessio Nuzzo. In appena dodici minuti, il corto, con delicata sensibilità, tratta della malattia dell’alzheimer. Il breve film è stato presentato da Leo Gullotta al Premio Penisola Sorrentina nel 2016 e premiata al PAN nel novembre dello stesso anno come miglior cortometraggio sociale e migliore attore. Leo Gullotta, il grande attore siciliano, è quindi il protagonista del pluripremiato cortometraggio.

È sera, e un uomo sceglie di scrivere a sua figlia. Le scrive per il profondo affetto nei suoi confronti, ma anche per un motivo ben preciso. Il protagonista soffre di alzheimer, e questa malattia gli ha portato via la sua identità, chi era, chi potrebbe essere, i suoi ricordi. L’unico modo possibile per recuperare la conoscenza di sé e della sua vita, sembra essere proprio la scrittura. Ed è così che, seduto, sempre solo, ad un tavolo di legno in una stanza vuota e buia, il protagonista cerca di “capirci qualcosa”. Questa espressione, per quanto poco formale e acculturata, suggerisce la nebbia che lascia l’alzheimer. Sottratti da sé stessi, chi è soggetto a questa malattia è insicuro, terribilmente confuso, abbandonato dalla propria memoria. Ma l’uomo del cortometraggio non è lasciato a sé stesso “solo” a causa della malattia. La sua stessa famiglia lo ha dimenticato, soprattutto sua figlia. In un flusso di coscienza che sembra non essere delimitato dal tempo, l’uomo scrive, scrive e scrive. Chissà se riceverà mai risposta, e non solo da sua figlia… Il cortometraggio è accompagnato, per chi lo volesse acquistare, anche da un libro, scritto da Nuzzo e che spiega le origini e le motivazioni di questo breve film.

Note sull’autore:  Giuseppe Alessio Nuzzo non è un novello del mestiere. Classe 1989, è fondatore del Social World Film Festival, di cui ha curato personalmente trentatré eventi in molte città di tutto il mondo. Nel 2011 Nuzzo è a Los Angeles, in veste di giurato della Festa del film di Roma, e come giovane eccellenza italiana. Si dedica, poi, due anni più tardi alla Penisola Sorrentina: istituisce qui una mostra permanente sul cinema, mentre nello stesso anno fa realizzare “The Wall of Fame” a Vico Equense. Nel 2017 esce il suo primo film: La verità, il quale vince il Gran Premio della critica al Siena Film Festival. Giuseppe Alessio Nuzzo ha collaborato con artisti rinomati: Enzo Avitabile, il sopracitato Leo Gullotta, Giancarlo Giannini, Maria Grazia Cucinotta.

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